È stata una settimana di consolidamento per i metalli preziosi: partiti con l'oro a 1.380 $ e l'argento a 23,20 $, stamattina chiudono su livelli simili. Il consolidamento è stato piuttosto contenuto, non oltre il 25% del rialzo di agosto in entrambi i casi, cosa non sorprendente date le posizioni corte speculative sottostanti.
Questo ci porta alla farsa che passa per politica economica dell'India, la quale attribuisce alla domanda di oro la radice di tutti i problemi di deficit commerciale e di valuta. In realtà è la politica economica a distruggere la fiducia nella rupia, e il pubblico indiano ne è pienamente consapevole. I tentativi di bloccare le importazioni di oro non fanno che confermare l'opportunità e l'urgenza di acquistare. Inoltre, anche la domanda di argento è decollata, essendo il metallo più facilmente reperibile, contribuendo senza dubbio alle condizioni molto tese del mercato globale. La Reserve Bank of India ne è pienamente consapevole, ha chiarito le norme sulle importazioni di oro e si ritiene che da ora in poi riprenderanno in parte le importazioni legali di oro.
Intanto, sui mercati dei capitali occidentali, giovedì ci sono stati segnali che lo squeeze sui ribassisti si stava spostando a Londra, con prezzi in forte rialzo per entrambi i metalli prima dell'apertura di New York. I dati dei recenti rapporti Commitment of Traders e Bank Participation confermano che, mentre le banche statunitensi sono long sull'oro, quelle con sede a Londra sono short, quindi potremmo assistere all'interessante possibilità che le banche USA mettano sotto pressione i concorrenti stranieri.
Il cambiamento nella posizione della categoria COT "Other Reported" (a volte chiamata "Large Speculators") sull'oro al Comex è stato drammatico da quando il mercato ha invertito la rotta. A fine luglio erano net short per 23.663 contratti, un record assoluto. La settimana successiva erano net long per 16.891 contratti. L'andamento è mostrato nel grafico qui sotto.

Usando questa posizione netta come indicatore di ipercomprato/ipervenduto, è chiaro che, nonostante questa enorme inversione, la posizione netta rialzista è ancora inferiore alla media di lungo periodo di circa 30.000 contratti. Visto il miglioramento del sentiment sui metalli preziosi, non sarebbe sorprendente vedere questo indicatore raddoppiare dai livelli attuali fino a raggiungere quella media, mettendo sotto pressione i ribassisti in un mercato con forte carenza di scorte.
Il mio secondo grafico riguarda i tassi forward dell'oro a Londra, che mostra come il GOFO sia ora negativo fino a sei mesi. Lo squeeze a Londra è estremo e probabilmente simile alla situazione che portò al fallimento del gold pool nel 1968, di cui purtroppo non esistono documenti.

Il crollo del 22 maggio ha coinciso con il ritorno del mercato ai minimi di aprile, guidato dai mercati dei futures, quando la domanda fisica è aumentata per la seconda volta. La ripresa verso giugno indica che l'oro in leasing ha inondato il mercato di Londra, mentre gli attuali tassi GOFO negativi, senza precedenti, indicano che l'offerta di oro in leasing si è esaurita un mese fa.
Questo è l'indicatore più rialzista per l'oro.
La prossima settimana
Fai attenzione ai segnali di una ripresa economica più forte del previsto, in particolare al PIL USA di giovedì. Questo potrebbe far salire ulteriormente i rendimenti obbligazionari.
Lunedì: USA: ordini di beni durevoli.
Martedì: Regno Unito: prezzi delle case Nationwide. USA: prezzi delle case Case-Shiller, fiducia dei consumatori.
Mercoledì: Eurozona: offerta di moneta M3. Regno Unito: indagine CBI sul commercio al dettaglio. USA: vendite di case in attesa.
Giovedì: USA: indice dei prezzi PCE core (preliminare), PIL, richieste iniziali di sussidi. Giappone: IPC, spesa delle famiglie, disoccupazione, produzione industriale.
Venerdì: Giappone: ordini nelle costruzioni, avvii di cantieri residenziali. Regno Unito: approvazioni di mutui, credito al consumo, offerta di moneta M4. Eurozona: indice del clima economico, fiducia dei consumatori, IPCA, fiducia nell'industria, disoccupazione. USA: indice dei prezzi PCE core, reddito personale, spesa personale, PMI di Chicago.