Rapporto di mercato: torna il rialzismo

I prezzi di oro e argento hanno guadagnato ulteriore terreno questa settimana: l'oro è salito di 21 $ rispetto all'apertura di venerdì scorso (venerdì è stata una giornata forte) e questa mattina (giovedì) nelle prime contrattazioni è a 1287 $.

[I lettori abituali di questo rapporto di mercato noteranno che è stato scritto un giorno prima del solito, a causa delle elezioni generali nel Regno Unito.]

oro contro argento, 3 giugno 2017

I prezzi di oro e argento hanno guadagnato ulteriore terreno questa settimana: l'oro è salito di 21 $ rispetto all'apertura di venerdì scorso (venerdì è stata una giornata forte) e questa mattina (giovedì) nelle prime contrattazioni è a 1287 $. Anche l'argento si è ripreso, da 17,27 $ a 17,65 $ nello stesso periodo. Dato importante: martedì l'oro è salito verso il livello di 1300 $, superando di poco il test precedente di metà aprile, il che rende significativo questo movimento al rialzo dal livello di 1220 $.

Finora si è trattato soprattutto di uno squeeze al rialzo su posizioni long sul dollaro e short sull'oro. Dal punto di vista tecnico, però, c'è stata una forte inversione di tendenza per l'oro, come illustra il nostro prossimo grafico.

oro contro USD

La forza dello sfondamento delle due medie mobili più osservate, che appare sempre più come una "golden cross" da manuale (la media mobile più breve che sale sopra quella più lunga, con il prezzo superiore a entrambe), viene letta positivamente dagli operatori. Il risultato è che gli operatori iniziano ad aprire posizioni long, spostando il consenso verso il rialzismo.

Lo conferma l'impennata dell'open interest al Comex, che mostriamo nel prossimo grafico, relativo a open interest e prezzo dell'oro.

future sull'oro COMEX

Secondo questo indicatore, l'oro è lontano dall'essere in ipercomprato e rientra in territorio neutrale. Per quanto riguarda il Comex, il fattore principale è la debolezza persistente del dollaro, soprattutto rispetto all'euro. Ci sono però segnali di un possibile aumento della domanda di metallo prezioso fisico.

Oltre alle banche centrali asiatiche che puntano ad aumentare le riserve approfittando dei cali di prezzo, questa settimana è stato riportato che l'India introdurrà un'imposta sulle vendite del 3% sull'oro, quando sul mercato era già scontato il 5%. Nel complesso la notizia può essere letta in chiave rialzista, perché ora si prevede che le importazioni ufficiali di oro salgano quest'anno a 1.000 tonnellate. L'apparente atteggiamento favorevole del governo indiano verso l'oro è probabilmente di natura pratica. In passato i tentativi del governo di tassare l'oro o limitarne le importazioni hanno solo alimentato il contrabbando, a danno delle imprese che operano in modo regolare. Le entrate fiscali quindi calano, mentre la politica fallisce.

Ma la domanda indiana è chiaramente forte, ed è probabilmente una conseguenza della mossa poco saggia di Modi, che lo scorso anno ha vietato di colpo il contante.

Le tensioni in Medio Oriente stanno aumentando di nuovo, con il Qatar messo al bando dall'Arabia Saudita. Sembra un errore americano, perché arriva dopo la visita di Trump nella regione, e lui ha twittato in sostanza di essere ben lieto di liberarsi di un regime che sostiene il terrorismo. Nella fretta sembra non aver considerato che la base regionale dell'aeronautica statunitense si trova in Qatar. Il Qatar è importante anche perché ci sono prove che la Siria sia stata destabilizzata dopo che Assad si era rifiutato di permettere a un gasdotto di GNL dal Qatar all'Europa di attraversare il territorio siriano.

Separatamente, e in modo potenzialmente più grave, uomini armati dell'ISIL hanno attaccato il parlamento iraniano e il mausoleo di Khomeini. Ci si aspetta che l'Iran assuma un ruolo militare più attivo nella regione, aumentando le tensioni tra Russia e Stati Uniti.

Tutto questo sembra destinato ad aumentare la domanda regionale di oro fisico.

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