Rapporto di mercato: tono più solido per oro e argento

La settimana è iniziata con un forte ribasso dei prezzi di oro e argento all'apertura dei mercati in Estremo Oriente lunedì mattina: l'oro è sceso di 12 $ a 1278 $ e l'argento solo di 12 centesimi a 19,03 $. L'indizio è stato la tenuta dell'argento, che si è mosso appena: si è trattato di un attacco al prezzo dell'oro, presumibilmente concepito per far scattare gli stop-loss.

Da lì in poi i metalli preziosi non si sono più voltati indietro. È interessante notare che, per la prima volta dopo molto tempo, i prezzi sono saliti durante gli scambi di Londra, a indicare che erano guidati più dalla domanda fisica che dalle negoziazioni sui futures statunitensi. Non sorprende, dato che il GOFO è ancora negativo fino a tre mesi in avanti ed è in backwardation ogni giorno dal 3 aprile.

La rapidità del rimbalzo del prezzo dell'oro è mostrata nel grafico qui sotto dei prezzi di oro e argento da inizio anno. Considerato il pessimismo di breve periodo di alcune delle principali banche, si può solo concludere che questi mercati abbiano una solidità di fondo.

Gold Silver YTD 16052014

I dati di ieri sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA sono risultati inferiori alle attese, spingendo i trader algoritmici a vendere oro, che è sceso di 10 $ in pochi minuti. La verifica arriverà da Londra più tardi in mattinata: gli acquirenti fisici manterranno la domanda sul mercato, o ci sarà qualche presa di profitto in vista del fine settimana?

I trader guidati dai computer non hanno la strada spianata. I rendimenti dei titoli di Stato USA sono calati drasticamente, il che è del tutto incoerente con un'economia in ripresa, come invece suggerirebbero le richieste iniziali di sussidi.

Treasury Yield 16052014

È chiaro che pochissimo del denaro creato con il QE arriva all'economia, se non attraverso la spesa pubblica, e che rimane invece ancora confinato nei mercati finanziari.

La notizia più importante per i mercati dei metalli preziosi è stata l'annuncio della fine del fixing dell'argento a partire da agosto. Alla base di questa mossa c'è il ritiro di Deutsche Bank dal fixing di oro e argento, che nel caso dell'argento ha lasciato solo HSBC e Bank of Nova Scotia a concordare il fixing giornaliero. Dato il crescente interesse delle autorità di regolamentazione per i processi di fixing di entrambi i metalli preziosi, unito al potenziale contenzioso per le banche coinvolte, è evidente che per solo due banche continuare a fissare il prezzo dell'argento sia insostenibile.

La questione più ampia, quella del futuro del fixing dell'oro, è più importante. Sembra che nessuna banca sia disposta a rilevare il seggio di Deutsche Bank, e ci si chiede perché. È probabile che i responsabili della compliance delle principali banche siano giunti tutti alla stessa conclusione: il fixing dell'oro potrebbe essere difficile da difendere dalle accuse di manipolazione del mercato, ed è saggio rifiutare l'opportunità. A mio avviso, se non altro, sembra esserci una possibilità crescente che anche il fixing giornaliero dell'oro finisca.

Gli annunci della prossima settimana

Lunedì.

Nessuna statistica importante in programma.

Martedì.

Giappone: indice dell'attività di tutti i settori, indicatore anticipatore, commercio sdoganato.
Regno Unito: IPC, prezzi alla produzione (input), prezzi delle abitazioni ONS, prezzi alla produzione (output).

Mercoledì.

Eurozona: bilancia delle partite correnti, fiducia dei consumatori (flash).
Giappone: tasso overnight della BoJ (riunione del MPC).

Giovedì.

Eurozona: PMI composito (flash).
Regno Unito: PIL, indice dei servizi, indebitamento pubblico, vendite al dettaglio, tendenze industriali CBI.
USA: richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, PMI manifatturiero (flash), vendite di case esistenti, indicatore anticipatore.

Venerdì.

USA: vendite di nuove abitazioni.

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