Rapporto di mercato: settimana sulle montagne russe per i metalli preziosi

Oro e argento hanno registrato un forte calo questa settimana: l'oro è sceso fino a 1.459 $ nel corso della giornata di martedì e l'argento fino a 16,89 $. Inizialmente aveva prevalso la lettura di un rafforzamento del dollaro, legata al sospetto che le recenti turbolenze sul mercato repo dipendessero da una carenza di dollari; poi, però, le cattive notizie economiche, che indicano il rafforzarsi delle spinte recessive, hanno fatto risalire oro e argento mercoledì e giovedì. Questa mattina (venerdì), nelle prime contrattazioni europee, l'oro veniva scambiato a 1.508 $, con un rialzo netto di 10 $ sulla settimana, e l'argento a 17,58 $, in rialzo netto di tre centesimi.

Roller 1

A spingere i prezzi verso i minimi è stata la fine del terzo trimestre, quando le banche operanti in metalli preziosi cercano di far apparire le proprie valutazioni il più favorevoli possibile. Secondo un'altra interpretazione, l'oro ha completato una correzione ABC: la gamba A è il primo ribasso, la B un rialzo in controtendenza e la C il ribasso finale. Lo stato di ipercomprato sarebbe stato in parte smaltito e la fase rialzista può ora proseguire.

È senza dubbio ciò che sperano i rialzisti. Il nostro grafico tecnico aiuta a inquadrare la situazione.

roller 2 
La scorsa settimana avevamo avvertito che, se il livello di 1.500 $ non avesse tenuto, il prezzo sarebbe probabilmente scivolato verso 1.460 $. Il prezzo ha fatto esattamente questo e ha trovato supporto nell'area della media mobile a 55 giorni, prima di un brusco recupero.

Se il prezzo dell'oro riuscisse a superare i massimi di inizio settembre, potrebbe avere slancio sufficiente per testare quota 1.600 $, dove ci si aspetterebbe lo sviluppo di una correzione più significativa. Ma i fondamentali stanno cambiando rapidamente.

Questa settimana sono emerse nuove prove di economie di tutto il mondo che scivolano in recessione. Ieri mattina è toccato agli Stati Uniti, con i dati ISM sui servizi molto al di sotto delle attese, che si aggiungono ai deboli dati manifatturieri; gli indicatori anticipatori suggeriscono che nel quarto trimestre si potrebbe perdere ulteriore slancio. Il Dow ha perso 800 punti da lunedì a giovedì, il calo più serio dalla prima settimana di agosto.

Dietro tutto questo c'è un crollo dei rendimenti obbligazionari, che segnala una recessione. Il nostro ultimo grafico riguarda il titolo del Tesoro USA a 10 anni.

Roller 3

Il calo del rendimento di questo titolo è stato spettacolare: ieri sera ha chiuso all'1,536%, ben al di sotto dei livelli dei tassi overnight, con l'obiettivo sui Fed Funds fissato all'1,75-2,00%. È evidente che i mercati finanziari si aspettano tassi in dollari molto più bassi nei prossimi mesi.

Se i tassi scenderanno, sarà ovviamente positivo per oro e argento, il che è in linea con quanto suggeriscono i grafici tecnici.

Tra le altre notizie, i negoziati sulla Brexit stanno entrando nelle fasi finali. Se l'UE permetterà una Brexit "senza accordo", sarà un duro colpo per le economie dell'Eurozona, già in difficoltà. In particolare la Germania è già in recessione, con condizioni a rischio per la sopravvivenza delle principali banche tedesche. È chiaro che, oltre a tutti gli altri problemi, una recessione sembra destinata quasi certamente a provocare una crisi bancaria per uno o più dei grandi istituti, situazione che potrebbe essere all'origine del caos sul mercato repo a New York, con le banche USA non disposte ad assumere rischio di controparte.

 

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