Rapporto di mercato: quota $1300 superata con facilità

Oro e argento in USD, agosto 2017

Lunedì l'oro ha finalmente superato il livello di $1300, e lo ha fatto con stile. Con Londra chiusa per una festività bancaria, l'oro sembrava salire lentamente in un mercato europeo tranquillo, per mancanza di venditori più che per effetto degli acquisti. All'apertura di New York il prezzo si è avvicinato al livello di $1300, per poi superarlo con slancio a metà mattina. Ha chiuso in rialzo di $27 a $1319,5, con volumi molto elevati sul Comex.

L'argento ha seguito l'oro e, nelle prime contrattazioni europee di questa mattina (venerdì), l'oro era in rialzo di $28 sulla settimana a $1318, mentre l'argento guadagnava 45 centesimi a $17,52. Sul Comex l'oro è ora saldamente in territorio di ipercomprato, con l'open interest in forte aumento e al massimo dell'anno, come mostra il nostro prossimo grafico.

Future sull'oro Comex, agosto 2017

Dopo aver superato in modo così deciso il livello importante di $1300, era prevedibile una certa fase di consolidamento dei prezzi. Martedì, con il calo dei volumi, ci sono state alcune prese di profitto. Mercoledì pomeriggio, in orario asiatico, quando gli scambi erano molto scarsi, qualcuno ha scaricato sul mercato 26 tonnellate di oro cartaceo, presumibilmente con l'intenzione di far scendere di nuovo il prezzo sotto il livello di $1300. Il tentativo è fallito clamorosamente e il giorno seguente l'oro ha recuperato, chiudendo al massimo dell'anno.

Ci sono due elementi alla base dell'andamento dell'oro. Il primo è la forza dell'euro, che spinge al ribasso l'indice del dollaro ponderato per gli scambi commerciali; il secondo è la performance dell'oro stesso. Fino a poco tempo fa, il recupero del prezzo dell'oro era l'immagine speculare della debolezza del dollaro, con il prezzo in euro che a un certo punto era in calo da inizio anno. Ora però l'oro stesso comincia a salire anche rispetto alle altre valute, come mostra il nostro prossimo grafico.

Oro nelle principali valute, agosto 2017

È un contesto diverso da quello dei mesi estivi. L'interesse per l'oro in tutte queste valute sta crescendo e possiamo aspettarci un aumento della domanda fisica degli ETF nel resto dell'anno. Un residente nell'Eurozona, ad esempio, vede un mercato rialzista nel prezzo in dollari e trova che l'oro sia ancora "un buon affare" in euro. E a un certo punto i giapponesi potrebbero vedere nell'oro una copertura contro uno yen più debole.

Il dollaro sembra destinato a indebolirsi ulteriormente. Nel breve termine c'è l'incertezza sulle trattative per il limite del debito, con il governo statunitense che resterà senza fondi entro metà ottobre. Inoltre sta diventando chiaro che l'economia statunitense è in stagnazione e che il mondo è inondato di dollari. Anche i prezzi delle materie prime stanno salendo grazie alla domanda asiatica.

L'economia dell'Eurozona sta iniziando a espandersi, sostenuta dagli scambi con la Cina e con l'Asia. È un forte contrasto con gli Stati Uniti, generalmente esclusi dalla storia asiatica. Questo lascia la politica monetaria dell'Eurozona completamente spiazzata, con la BCE che mantiene ancora i tassi di interesse a zero e le riserve bancarie a -0,4%. Inoltre il QE immette ancora nell'economia €60 miliardi al mese.

Mentre il mondo dorme, pensando erroneamente che l'Eurozona sia in gravi difficoltà economiche, la realtà è che le difficoltà sono finanziarie, perché la BCE sarà costretta a interrompere QE e ZIRP nei prossimi mesi e ad aumentare i tassi di interesse. Il problema è che nemmeno la BCE sembra ancora rendersene conto.


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