Rapporto di mercato: oro e argento in consolidamento

Grafico 1 19022016

Dopo un rialzo molto brusco dei prezzi la scorsa settimana, oro e argento hanno consolidato questi guadagni, scendendo leggermente nel corso della settimana.

Ieri sera (giovedì) l'oro era quasi invariato rispetto alla chiusura di venerdì scorso, a 1236 $, mentre l'argento era in calo di 35 centesimi, a 15,40 $. Questa mattina, nelle prime contrattazioni europee, l'oro è stato ribassato, presumibilmente perché alcuni speculatori rialzisti potrebbero voler ridurre le proprie posizioni prima del fine settimana.

Il dollaro si è rafforzato moderatamente rispetto all'euro, che ai fini dell'indice valutario è la sua principale controparte. I mercati azionari sono saliti con forza in quello che sembra uno short squeeze. In altre parole, i mercati globali sono rimasti in pausa per la settimana, in attesa di ulteriori sviluppi della politica monetaria.

Vale la pena inquadrare la recente performance dell'oro in un contesto più ampio. Il grafico successivo mostra il prezzo dell'oro in dollari USA, con le medie mobili a 13 e a 40 settimane.

Grafico 2 19022016

Per la prima volta in oltre due anni il prezzo dell'oro è salito in modo sostanziale al di sopra della media mobile a 40 settimane. Non sorprende che anche la media mobile a 13 settimane stia girando con decisione al rialzo, il che è rilevante perché offre un'istantanea mobile della performance trimestrale. Anche se sarebbe pericoloso escludere tentativi, da parte di interessi consolidati, di far scendere il prezzo, la forza dell'oro coincide con una rivalutazione da parte del mercato dell'andamento futuro dei tassi di interesse del dollaro, e quindi del dollaro stesso. Una formazione rialzista detta "golden cross", in cui la media a 13 settimane incrocia al rialzo quella a 40 settimane, è attesa per l'inizio del mese prossimo, supponendo che il prezzo dell'oro resti sopra il livello di 1140 $.

Il cambiamento di sentiment è evidente anche nei mercati dei future del Comex, dove il livello dell'open interest è in aumento. Lo mostra il grafico successivo.

Grafico 3 19022016

Si noti come l'open interest sia sceso a gennaio, mentre il prezzo dell'oro saliva. In questo periodo i ribassisti stavano chiudendo le loro posizioni, il che spiega la divergenza rispetto al prezzo. Tuttavia, dalla fine di gennaio, a un prezzo in rialzo si è accompagnato un aumento dell'open interest di 57.000 contratti, segno dell'apertura di posizioni rialziste.

Le evidenze indicano chiaramente lo sviluppo di una nuova fase rialzista, ma una nota di cautela può essere opportuna. Le banche di metalli preziosi hanno guadagnato facilmente facendo trading a breve sul lato corto, ed è questa la loro attuale posizione. Dall'altra parte dell'operazione ci sono gli hedge fund speculativi, che possono essere facilmente stoppati. Pertanto, se l'oro deve proseguire il suo cammino, serviranno acquisti solidi e continui, che potrebbero portare l'open interest del Comex verso il livello record di 475.000 contratti. Tuttavia, con grandi società come Goldman Sachs che fanno pressione al ribasso sul prezzo, ci sono ancora ribassisti potenti e con grandi disponibilità.

Goldman sostiene che l'oro scenderà ancora perché la Fed continuerà ad alzare i tassi di interesse nel corso di quest'anno. Questa opinione viene gradualmente abbandonata da altre società e persino la Fed, nei verbali del FOMC di gennaio pubblicati mercoledì, sembra rinunciare gradualmente alle sue indicazioni prospettiche sui tassi di interesse. Per la Fed deve essere difficile giungere a una conclusione diversa, in particolare quando ci sono prove così chiare di un crollo del commercio globale.

Il fattore più favorevole all'oro è la futura debolezza del dollaro, che probabilmente continuerà man mano che si abbandonano le aspettative di tassi più alti. Almeno chi punta al rialzo su oro e argento può contare sul fatto che grandi società come Goldman devono ancora adeguare le proprie aspettative economiche a quelle della Fed e, alla fine, alla realtà.

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