Rapporto di mercato: manovre sulle opzioni

A parte un forte calo di mercoledì, oro e argento hanno chiuso la settimana più o meno invariati. A mezzogiorno, ora europea, di questa mattina (venerdì) l'oro era a 1231 dollari e l'argento in leggero rialzo a 14,78 dollari.

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Questi due mercati hanno un fondo solido, e il calo di metà settimana va ignorato: è dipeso interamente dalla scadenza delle opzioni sul Comex, quando i market maker hanno schiacciato i prezzi per rendere inutili le call di novembre. Per questo motivo, nel giorno della scadenza (mercoledì) l'oro è stato venduto fino a 1212 dollari, per poi risalire ieri a 1233.

Lo short squeeze, che ha spinto gradualmente i prezzi al rialzo, prosegue. Lo scenario di fondo resta quello di un dollaro fortemente ipercomprato e di tutto il resto ipervenduto. La posizione tecnica dell'oro è mostrata nel prossimo grafico.

June 21

Il prezzo dell'oro sembra in grado di sfidare la media mobile a 200 giorni, che attualmente si trova a 1271 dollari. Possiamo supporre che un movimento verso quel livello intensificherebbe lo short squeeze, con il potenziale per un ulteriore rialzo, forse fino a quota 1300 dollari.

Il grafico successivo mostra la performance dell'oro quest'anno nelle principali valute, indicizzata alla fine di dicembre scorso.

June 22

Esiste una comprensibile tendenza a pensare all'oro solo in dollari. Ma per gli investitori in sterline ed euro, l'oro ha recuperato quasi tutte le perdite degli ultimi quattro mesi. Se, come suggerisce il nostro secondo grafico, è probabile che l'oro continui a salire in termini di dollari, nelle prossime settimane dovrebbe registrare guadagni netti in sterline ed euro.

L'indice del dollaro ponderato per gli scambi commerciali potrebbe facilmente salire ancora, dato il suo forte peso dell'euro. Gli economisti dell'area euro cercano di dirci che l'economia dell'Eurozona è in stallo, con crescita zero in Italia, e c'è persino chi suggerisce che la BCE possa decidere di prolungare il suo programma di acquisto di attivi oltre dicembre.

Non si può fare a meno di pensare che per la BCE si tratti di un pio desiderio: è stata colta del tutto impreparata, con tassi di interesse negativi e mercati obbligazionari con prezzi errati, mentre i tassi USA sono in aumento. Possiamo supporre che la BCE sarebbe ben lieta di avere ragione, cioè che non ci sia alcuna ripresa e che quindi la sua politica monetaria sia giustificata. Tuttavia, questa convinzione sarebbe in netto contrasto con l'economia statunitense, che mostra tutti i segni di surriscaldamento e probabilmente spingerà i tassi in dollari decisamente più in alto.

Può esserci una sola conclusione: finché la BCE manterrà le attuali politiche monetarie, l'euro è destinato a colare a picco. Possiamo quindi vedere che l'indice del dollaro ponderato per gli scambi commerciali può facilmente salire ancora, forse fino al livello di 98 (attualmente 96), solo per la debolezza dell'euro. Quindi, se nelle prossime settimane il dollaro potrebbe apparire forte, con ogni probabilità sarà in realtà la debolezza dell'euro.

Non sarà una buona notizia per i ribassisti sull'oro del Comex, che possono aspettarsi di continuare a essere stretti gradualmente nella morsa finché l'indice TWI del dollaro sale. Per i rialzisti sull'oro basati in euro, potrebbero esserci rendimenti positivi dalla copertura, passando dagli euro all'oro, in quella che sembra una crisi in evoluzione per la valuta.

 

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