
In vista della Pasqua, le contrattazioni sui mercati sono diventate in generale volatili e sottili.
In queste condizioni è normale che i fattori negativi svaniscano dalla mente degli operatori, e così abbiamo assistito a una forza persistente dei mercati azionari e a una ripresa della fiducia nel dollaro dopo la recente debolezza. I più vulnerabili sono stati i metalli preziosi, penalizzati da un dollaro più forte, e la sterlina, per la quale il pretesto per vendere sono i sondaggi che indicano una maggiore probabilità della Brexit. In breve, la Pasqua è un periodo di movimenti di prezzo imprevedibili con scambi ridotti, simile al periodo tra Natale e Capodanno.
Anche la prossima settimana potrebbe slegarsi dai fondamentali di rischio, con il Lunedì dell'Angelo ancora festivo per molti. Il calo dei prezzi dei metalli preziosi osservato questa settimana potrebbe estendersi alla prossima, e sarebbe coraggioso escludere la possibilità che i prezzi di oro e argento scivolino al ribasso, con l'oro che forse metterebbe alla prova quota 1.200 $ e l'argento che potrebbe tornare a 14,80 $.
Niente di tutto questo ha molto senso in termini fondamentali, dato che l'Eurozona, altri paesi europei e il Giappone hanno tutti tassi d'interesse e rendimenti obbligazionari negativi. Ma in mercati inondati di moneta fiduciaria, i fattori di fondo vengono sopraffatti da quelli di breve termine.
C'è un acceso dibattito sul dollaro, che questa settimana ha messo al tappeto oro e argento. Alcuni analisti sono nel campo della deflazione, altri vedono negli Stati Uniti la piena occupazione e un'inflazione core in aumento. La Fed si trova in una posizione difficile: le considerazioni interne sostengono la tesi di rialzi dei tassi d'interesse, mentre quelle internazionali, con tassi negativi sempre più marcati, suggeriscono che il dollaro sia probabilmente abbastanza forte rispetto alle altre principali valute anche senza rialzi dei tassi.
Solo il tempo lo dirà. Nel frattempo non possiamo ignorare il fatto che l'euro ha il peso maggiore in tutti gli indici dei cambi del dollaro, e appare sempre più probabile che i tassi di cambio del dollaro, e quindi la politica monetaria, saranno fortemente influenzati dall'Europa. Finora gli operatori si limitano a esprimere preoccupazione per la crescente probabilità che la Brexit si realizzi e per l'effetto che avrà sulla sterlina. Se la Brexit avverrà, gli operatori si aspettano un forte calo della sterlina, forse fino a 1,30 dollari o anche meno. Stranamente, stanno ignorando l'effetto sull'euro, il cui stesso futuro rischia di essere minacciato da una Brexit, mentre la sterlina continuerà senza dubbio a esistere.
È probabile che nei prossimi mesi i problemi del settore bancario continuino a pesare sull'Europa. I problemi di Deutsche Bank sono ampiamente noti, ma ora c'è anche Credit Suisse, che si aspetta perdite consistenti nel secondo trimestre a causa dello smobilizzo di posizioni illiquide. Entrambe queste grandi banche stanno attraversando un processo di salvataggio aziendale, quindi notizie negative di questo tipo sono prevedibili.
Mettiamoci nei panni delle imprese non finanziarie e dei privati nell'Eurozona. Vedono emergere i rischi bancari, con il potenziale di sconvolgere l'intero sistema bancario dell'Eurozona. Si trovano di fronte a interessi pari a zero, o addirittura a tassi negativi, sui loro saldi bancari. Che cosa fanno?
La risposta è ovvia. Spostano i loro depositi in banche di un'altra valuta, non più il franco svizzero, ma molto probabilmente il dollaro statunitense. E valutano l'acquisto di un po' di oro fisico. È quindi evidente che la futura domanda di oro fisico nell'Eurozona è destinata ad aumentare, in particolare in caso di Brexit, inizialmente da parte di individui con un patrimonio elevato che intendono collocare una parte della propria ricchezza in oro, ma poi forse anche del grande pubblico, che li seguirà.
Questo ci dice due cose. Primo, la domanda di oro fisico è destinata a limitare eventuali ribassi del prezzo dell'oro, in particolare se misurato in euro e in sterline. E secondo, le banche centrali occidentali vorranno evitare che questa domanda spinga il prezzo dell'oro al rialzo troppo rapidamente, a causa di ciò che un rapido aumento del prezzo dell'oro segnala riguardo alle valute fiat.
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