
Questa settimana è accaduto ciò che i sostenitori dell'oro aspettavano: il metallo ha rotto al rialzo la fase di consolidamento durata tre anni. Negli scambi europei di questa mattina l'oro era in rialzo di 47 dollari rispetto alla chiusura di venerdì scorso a 1.389 dollari, dopo aver toccato un picco di 1.412 dollari negli scambi asiatici notturni. L'argento è salito di 22 centesimi a 15,28 dollari, restando indietro rispetto all'oro.
In queste condizioni i prezzi dei metalli preziosi sono molto volatili. Inoltre oggi è il Quadruple Witching Day, che aggiunge imprevedibilità, poiché gli operatori cercano di posizionarsi dal lato giusto dei prezzi di esercizio delle opzioni.
Il prossimo grafico illustra la situazione tecnica dell'oro.

Quando è arrivato il breakout, c'erano pochi dubbi sul movimento. Il consolidamento triennale delimitato dalle due linee è ora concluso e, a parte qualche possibile presa di profitto che potrebbe riportare il prezzo a testare il livello di rottura (1.360-70 dollari), sembra ben impostato per un consistente rialzo. Movimenti di questo tipo si verificano quando la maggior parte degli operatori ritiene inutile comprare finché la figura non è completa. Quando ciò accade, inevitabilmente si scatena un'ondata di acquirenti che si affrettano ad aprire posizioni lunghe. Gli operatori si muovono in fretta, come abbiamo visto con il picco a 1.412 dollari nella notte.
Nel frattempo, i grandi breakout avvengono in condizioni di ipercomprato. Lo illustra il prossimo grafico, relativo all'open interest dell'oro al Comex.

In base ai dati preliminari, la scorsa notte l'open interest è salito a 582.121 contratti, con un balzo di 43.170 contratti. I volumi sono aumentati sensibilmente sia nei future sia nelle opzioni.
L'argento è stato il metallo più riluttante e al momento in cui scriviamo ha perso 18 centesimi rispetto ai livelli notturni. Il prossimo grafico mostra il rapporto oro/argento, attualmente a 91.

L'argento si comporta come se non fosse ancora in un mercato rialzista. In un mercato rialzista ci si può aspettare che salga a un ritmo quasi doppio rispetto all'oro; in un mercato ribassista scende al doppio del ritmo dell'oro. Invece riesce a malapena a tenere il passo con i movimenti del prezzo dell'oro.
All'origine del balzo dell'oro c'è stata l'indicazione, ampiamente attesa, emersa dalla riunione del FOMC di martedì e mercoledì, che prevede un allentamento del tasso sui Fed funds il mese prossimo. Nel contesto dei mercati finanziari più ampi non è stata una sorpresa, con i rendimenti dei Treasury USA che hanno proseguito la tendenza al ribasso. Le azioni sembrano ritenere che l'allentamento della Fed sosterrà l'economia e sono salite in termini di valutazione relativa.
Questa settimana si è assistito a un'escalation della tensione tra Stati Uniti e America. Quasi ogni giorno arrivano notizie che vanno nella direzione di un'apertura delle ostilità, e senza dubbio alcuni commentatori la indicheranno come motivo della forza dell'oro. Ma vale la pena sottolineare che, dato che viviamo in un mondo di valute fiat, dovrebbe essere il dollaro l'investimento rifugio. Questo ci porta all'ultimo grafico, quello dell'indice del dollaro ponderato per gli scambi commerciali.

Il TWI sta testando il limite inferiore di una linea di tendenza ascendente, il che riflette forse le aspettative di tassi di interesse più bassi, e per ora non emerge alcun segnale di ricerca di un rifugio sicuro.
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