Lunedì il recente calo si è fermato, con l’oro che ha testato 1282,5 dollari, mentre l’argento ha tenuto bene sopra i minimi della settimana scorsa. Nei primi scambi europei di questa mattina (venerdì), l’oro era in rialzo di 23 dollari netti a 1305 dollari rispetto alla chiusura di venerdì scorso, e l’argento in rialzo di 25 centesimi a 16,67 dollari.

Lo sfondo è stato la continua forza del dollaro, riflessa in particolare nella forza del prezzo dell’oro in euro e in sterline rispetto al dollaro, come mostra il grafico successivo.

La relativa debolezza di queste valute rispetto al dollaro ha permesso ai prezzi dell’oro in euro e in sterline di recuperare, con rialzi concentrati intorno al 5% dal minimo dello scorso dicembre.
La performance dell’oro rispetto all’argento potrebbe risentire del rollover dal contratto Comex di giugno in scadenza ad agosto. Detto questo, sia l’oro sia l’argento sono ipervenduti, e nemmeno gli orsi dovrebbero stupirsi di una correzione tecnica. Il nostro prossimo grafico si concentra su questo tema.

Nei ventinove mesi trascorsi da dicembre 2016 l'oro è stato in un trend rialzista secondario, entrando in una fase di consolidamento a triangolo con la parte superiore piatta. Questo ci dice, in assenza di un cambiamento fondamentale di rilievo, che è solo questione di tempo prima che l'oro tenti e riesca a rompere al rialzo il livello di 1350 $.
Tuttavia, il periodo di consolidamento potrebbe benissimo durare ancora un mese, magari testando il livello di 1270 $, indicato dalla linea tratteggiata ascendente. Il motivo per cui ipotizziamo un altro mese è che la storia mostra che la fine di giugno vede spesso debolezza dei prezzi, quando le bullion bank spingono il prezzo al ribasso prima di chiudere i conti del semestre.
Ora dobbiamo chiederci se è probabile che questo ciclo ricorrente si ripeta anche questa volta. Il miglior indicatore che riusciamo a individuare è la posizione netta nella categoria degli swap, che in linea generale possiamo considerare indicativa del grado di scrematura necessario alle bullion bank per far quadrare i conti. Questo è il nostro ultimo grafico.

Dobbiamo premettere a questa analisi che gli swap dovrebbero compensare altre posizioni su altri mercati, anche se ci sono poche prove che sia così sul Comex. Ciononostante, gli swap sono già netti long per 21.771 contratti, e l'ultimo dato registrato è quello del 15 maggio. La posizione media di lungo periodo è short per 53.000 contratti.
Tenendo conto delle contrattazioni dal 15 maggio, una stima ragionevole è che martedì scorso questa posizione netta long possa essere aumentata di altri 10.000 contratti, portando i future sull'oro in una zona di forte ipervenduto. E un'ultima occhiata al grafico qui sopra ci mostra qualcosa di notevole, ossia la divergenza tra un prezzo dell'oro in rialzo e la posizione netta degli swap dal gennaio 2017. È un segnale decisamente rialzista.
Dovremmo quindi assegnare una bassa probabilità a un ribasso dell'oro a giugno, una volta passata la scadenza del contratto di giugno, per testare quel livello inferiore. Teniamo presente che, almeno sul Comex, le bullion bank che muovono i prezzi hanno ora un interesse concreto a non spingerli ulteriormente al ribasso, dato che sono già nette long. stando così le cose, sembra che il minimo dell'oro di lunedì a 1282,5 $ si rivelerà il punto di svolta; in tal caso, il fatto che il prezzo non sia sceso a testare la linea di tendenza ascendente sarà un altro segnale rialzista.
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