Rapporto di mercato: il mistero del fisico che sparisce

Illustration accompanying Rapporto di mercato: il mistero del fisico che sparisceOro e argento hanno vissuto una settimana infuocata: le bullion bank hanno portato l'oro sotto i 1.800 dollari per costringere i rialzisti dei future del Comex a chiudere le posizioni e per far scadere senza valore il maggior numero possibile di opzioni call di dicembre. Nelle contrattazioni mattutine di oggi in Europa l'oro ha perso in termini netti 32 dollari rispetto alla chiusura di venerdì scorso, scendendo a 1.811 dollari, mentre l'argento ha perso 1,00 dollaro, a 23,60.

Ieri era il giorno del Ringraziamento, e la festività ha giocato a favore delle bullion bank. Al Comex i volumi sono stati elevati, perché un attacco ribassista orchestrato ha fatto scattare gli stop sulle posizioni lunghe e ha ridotto l'open interest di 64.110 contratti rispetto al massimo di mercoledì scorso. Il Rapporto di mercato della scorsa settimana avvertiva che questa mossa era probabile.

Mentre le bullion bank mostrano il loro potere collusivo nei mercati cartacei, sembrano crearsi un problema nel mercato fisico. Da fine agosto le posizioni lunghe del Comex hanno preso in consegna 77,12 tonnellate. Se guardiamo alle statistiche dei caveau di Londra, tra fine agosto e fine ottobre l'oro custodito è diminuito di 57 tonnellate (4,98 delle quali prelevate dalla Bank of England). E in questi due mesi, secondo il World Gold Council, gli ETF hanno liquidato 40,7 tonnellate. Sono 174,82 tonnellate uscite dalle statistiche dei caveau. A queste dobbiamo però aggiungere l'offerta giornaliera delle miniere, che arriva in gran parte a Londra o è preordinata alle raffinerie membri della LBMA. A circa 50 tonnellate a settimana sono altre 400 tonnellate, che, se fossero andate alle bullion bank, si sarebbero aggiunte alle statistiche dei caveau.

È evidente che, mentre il mercato degli investitori al dettaglio (gli ETF) è venditore netto, alcuni soggetti stanno accumulando in silenzio grandi quantità di metallo prezioso, e non sono le bullion bank per conto proprio. Questo è importante, perché mancano solo cinque settimane all'applicazione delle norme di Basilea 3 sul coefficiente netto di finanziamento stabile (NSFR) ai membri bancari della LBMA. Quindi, mentre le bullion bank sembrano controllare in modo manipolativo le loro passività in oro cartaceo, stanno perdendo la presa sul mercato fisico.

Sarebbe sbagliato dire che la scadenza di fine anno per i membri della LBMA richieda la piena conformità normativa. Il punto sull'NSFR è che rende più costoso per le bullion bank mantenere posizioni in derivati. Si potrebbe sostenere che togliere denaro ai "muppet" dei Managed Money al Comex sia così redditizio da giustificare il pagamento della penalizzazione di finanziamento di Basilea 3. Ma questa non sarà l'unica considerazione per i dirigenti bancari e i loro uffici di tesoreria.

Diventa sempre più evidente che le principali banche centrali devono affrontare un problema di inflazione che non se ne andrà. Nelle ultime due settimane gran parte dell'Europa è rientrata in lockdown e restrizioni legate al covid, e proprio questa mattina sembra che ci sia una nuova variante sudafricana che preoccupa gli epidemiologi. Il risultato è una combinazione di prezzi in aumento e di un'ulteriore recessione economica, almeno in Europa. Secondo la nostra migliore ipotesi, saranno i grandi capitali in Germania, Svizzera e altri paesi a vendere euro per accumulare tutto il metallo prezioso disponibile.







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