I metalli preziosi hanno dovuto affrontare una settimana di crescente forza del dollaro, dovuta almeno in parte a problemi specifici di euro, yen e sterlina. Il risultato è che l'oro ha perso altri 30 dollari nel corso della settimana e l'argento circa 0,70 dollari. Il primo grafico mostra l'oro e l'open interest sul Comex.

Nelle ultime due settimane il prezzo dell'oro è sceso mentre l'open interest è salito: in altre parole, il mercato è stato inondato di oro cartaceo. Lo illustra il secondo grafico, sulle posizioni corte dei Managed Money.

La posizione di martedì scorso (non ancora presente in questo grafico) sarà pubblicata stasera a mercati chiusi, e mi aspetto che queste posizioni corte salgano a circa 70.000 contratti. Considerato l'andamento degli ultimi giorni, ritengo che questo interesse corto sia attualmente a un nuovo record. Per la terza volta in un anno, hedge fund e altri gestori di fondi scommettono tutto su un calo del prezzo dell'oro.
Di solito è sensato acquistare in un mercato fortemente ipervenduto, ed è proprio ciò che stanno facendo le bullion bank, come si riflette nel calo della posizione corta netta sugli swap nel terzo grafico.

Anche questo dato sarà aggiornato stasera, e mi aspetto che le posizioni corte nette scendano sotto i 50.000 contratti; oggi sono probabilmente inferiori a 30.000.
La relazione tra la speculazione dei money manager e le bullion bank è chiara. Le bullion bank sono i professionisti e stanno comprando. I money manager sono sempre più spesso venditori in ritardo, dopo che i prezzi sono già scesi. Il segnale che le bullion bank stanno chiudendo le loro posizioni corte è probabilmente un indicatore dei prezzi futuri più importante rispetto al seguire ciecamente i money manager.
Detto questo, l'attuale forza del dollaro ha portato una nuova dose di incertezza sui prezzi dei metalli preziosi. Per il momento si è trattato più di una debolezza delle principali valute, in particolare euro, yen e sterlina, che di una vera forza del dollaro. Se compaiono segnali di spostamenti più ampi a favore del dollaro, i mercati potrebbero indicare un maggiore grado di instabilità valutaria, spingendo la Fed a valutare come contrastare l'effetto deflazionistico sui prezzi interni statunitensi. In generale, questo dovrebbe essere positivo per l'oro dopo l'attuale periodo di incertezza.
L'open interest sull'argento è in forte crescita mentre i ribassisti aumentano le loro posizioni corte. I dati preliminari di ieri portano l'open interest a un nuovo livello record.

Ed ecco che i ribassisti stanno per portare l'argento in territorio di ipervenduto record, cosa quasi certa vista l'esplosione dell'open interest negli ultimi giorni.
Riassumendo: se l'instabilità valutaria ha introdotto un'incertezza di breve periodo sulle prospettive di prezzo di oro e argento, gli acquirenti che vogliono chiudere posizioni ribassiste in utile superano di gran lunga i venditori.
È probabile che i mercati dei future, fortemente ipervenduti, portino a un rialzo tecnico inatteso piuttosto che a ulteriori ribassi significativi, dato che l'attività ribassista sembra concentrata nei mercati cartacei, mentre la domanda di metallo fisico continua senza sosta.
La prossima settimana
Lunedì.
Eurozona: bilancia commerciale.
USA: Empire State Survey, utilizzo della capacità produttiva, produzione industriale.
Martedì.
Regno Unito: CPI, prezzi all'input, prezzi all'output, prezzi delle case ONS, prezzi all'output (core).
Eurozona: indice del costo del lavoro, ZEW sulla fiducia economica.
USA: PPI, flussi netti TICS di lungo termine.
Mercoledì.
Regno Unito: retribuzioni medie, richieste di sussidio di disoccupazione, tasso di disoccupazione ILO.
Eurozona: HICP.
USA: CPI, partite correnti, indagine NAHB sui costruttori, tasso sui Fed Funds.
Giappone: scambi commerciali sdoganati.
Giovedì.
Regno Unito: vendite al dettaglio.
USA: permessi di costruzione, nuovi cantieri, richieste iniziali di sussidio. La Scozia vota sull'indipendenza.
Venerdì.
Giappone: indice di attività di tutti i settori, indicatore anticipatore (finale).
Eurozona: partite correnti.
USA: indicatore anticipatore.