Oro e argento sono rimasti fermi questa settimana, con i mercati cartacei dei metalli preziosi che si sono semplicemente mossi in laterale. L'oro ha recuperato 10 dollari rispetto alla chiusura di venerdì scorso, raggiungendo i 1.206 dollari nelle prime ore di contrattazione europea di oggi (venerdì).
Nello stesso arco di tempo l'argento è salito di quattro centesimi, a 14,22 dollari.
Gli scambi al Comex sono stati da moderati a scarsi, con l'open interest sull'oro in leggero aumento, mentre quello sull'argento è calato di meno di 3.000 contratti. Entrambi i metalli restano molto ipervenduti, anche se mostrano almeno segni di formazione di un minimo di breve termine.
Gli operatori rifletteranno sulla possibilità che da uno short squeeze si sviluppi un rally, ma se la condizione di ipervenduto si correggerà da sola senza un grande recupero dei prezzi, potrebbero ritenere possibile un nuovo ribasso. Per questo motivo, nonostante il dollaro non riesca a proseguire il rialzo, oro e argento restano in attesa.
Il prossimo grafico mostra la situazione tecnica dell'oro, che conferma questo dilemma da un'altra angolazione.
Qui vediamo il prezzo dell'oro salire verso la media mobile a 55 giorni, un punto in cui gli operatori potrebbero vendere, dato che la media è in calo in una sequenza ribassista, con il prezzo al di sotto e la media a 200 giorni al di sopra. Ma, francamente, l'uso di queste medie per individuare i trend non è stato certo un'esperienza felice. E se si ripetesse quanto accaduto a dicembre 2015 o a dicembre 2016? Entrambe quelle condizioni tecniche erano simili a quella odierna, e gli orsi furono messi in croce.
Come guida dovremmo lasciare da parte l'analisi tecnica e accettare che il mercato funziona così: le bullion bank fanno rimbalzare il mercato una volta che hanno posizioni lunghe, come accade oggi. Aspettano solo il segnale, e lo squeeze ha inizio. Il segnale potrebbe arrivare da un prezzo dell'oro in rialzo che crea nervosismo tra gli speculatori short, e qui possiamo ipotizzare che un movimento sopra il livello di 1.215-1.220 dollari per l'oro intensificherà la sofferenza degli orsi. A quel punto il prezzo sarà sopra la media mobile a 55 giorni, e gli analisti tecnici diranno che il rally potrebbe avere ancora un po' di strada davanti a sé.
Le prospettive a breve termine per l'oro dipendono in gran parte anche dal dollaro. Il nostro ultimo grafico riguarda il suo indice ponderato per gli scambi commerciali.
Il rialzo di inizio anno ha ritracciato poco più della metà del calo del 2017 in metà del tempo. Dal punto di vista tecnico, secondo la teoria di Gann, potrebbe essere finito. Nel breve termine il prezzo ha rotto al ribasso il canale superiore che delimitava il massimo, con un obiettivo di prezzo a 93, dove dovrebbe trovare un certo supporto. Tuttavia, avendo rotto al ribasso il canale superiore, la perdita di slancio dovrebbe alimentare il sospetto che il rialzo del dollaro sia finito e che il mercato ribassista possa riprendere.
Questa interpretazione contiene diversi "se" e "ma", ma il punto da tenere a mente è che il dollaro è fortemente ipercomprato e i commentatori valutari sono in larga maggioranza rialzisti. Di solito questo prepara il terreno a un calo.
Servirebbe un rialzo dell'euro, che ha di gran lunga il peso maggiore (circa il 50%). Nella conferenza stampa della BCE di questa settimana è sembrato emergere un tono leggermente più restrittivo. L'economia dell'Eurozona non è quindi messa male come vorrebbero farvi credere i pessimisti, e ciò migliora le prospettive per l'euro.
Un barlume di speranza per i prezzi di oro e argento?
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