Uno sguardo dettagliato all'oro della Banca d'Inghilterra

Il London Bullion Market è il centro di scambio globale per l'oro fisico, e la Banca d'Inghilterra detiene oro per conto di altre banche centrali. Ci sono diverse ragioni storiche per cui la Banca ha questo ruolo privilegiato, ma le più importanti sono che la Banca gode di fiducia e che sovrintende di gran lunga al più grande mercato di metallo prezioso. Pertanto una parte significativa dell'oro monetario mondiale dovrebbe essere custodita presso la Banca d'Inghilterra.

Sembra che non sia così. Innanzitutto, dobbiamo cercare di farci un'idea di quanto oro non identificato di banche centrali, ovvero oro monetario, si trovi a Londra presso la Banca d'Inghilterra.

La Tabella 1 mostra le cifre ricavate per febbraio 2006 e 2012 (la chiusura dell'esercizio contabile della Banca).

Analisi dell'oro in custodia presso la Banca d'Inghilterra

 

Sottraendo le quantità note o stimabili con ragionevolezza elencate nella tabella, restano 2.220 tonnellate non identificate nel 2006, salite a 4.691 nel 2012. Per capire come queste cifre si collochino nel contesto globale, dobbiamo compilare una seconda tabella (Tabella 2).

Tabella 2. Riserve delle banche centrali dichiarate a WGC/FMI

 

Cina, Russia e gli stati dell'Asia centrale sono esclusi perché le loro riserve auree derivano per lo più dalla produzione mineraria locale e, per ragioni politiche, si può ritenere improbabile che detengano oro a Londra. Si presume che gli Stati Uniti detengano tutto il proprio oro sul proprio territorio.

Si nota subito una discrepanza: le riserve non identificate delle banche centrali nella Tabella 2 sono diminuite di 464 tonnellate, mentre la Banca d'Inghilterra riporta un aumento di 2.471 tonnellate in custodia. La spiegazione, prendendo per buone le cifre del World Gold Council/FMI, è che o le banche centrali hanno spedito il loro oro a Londra, oppure, molto più probabilmente, l'aumento non riguarda affatto oro monetario. Se quest'ultima ipotesi è corretta, e dato che le cifre dell'oro non identificato nella Tabella 2 sono diminuite nel periodo, il valore massimo dell'oro monetario deve rientrare nelle 2.220 tonnellate registrate nel 2006.

Questa cifra del 2006 comprende una quantità non dichiarata di oro detenuto per conto delle bullion bank, ma il confronto tra le statistiche di compensazione della LBMA alle due date suggerisce una variazione complessiva modesta delle scorte LBMA. Logicamente, il resto deve essere oro non monetario detenuto per conto di governi e fondi sovrani, dato che nessun altro avrebbe i requisiti per aprire un conto di metallo prezioso presso la Banca. Considerata l'instabilità politica in Medio Oriente e altrove nell'ultimo decennio, è molto probabile che sia questa l'origine della proprietà di buona parte di questo metallo prezioso in custodia. E se così fosse, possiamo presumere che queste riserve abbiano iniziato ad accumularsi presso la Banca prima del 2006.

Stando così le cose, una parte significativa della cifra di 2.220 tonnellate del 2006 deve essere anch'essa oro non monetario. Pertanto, sulla base di ipotesi ragionevoli, il totale dell'oro monetario presso la Bank of England, compreso quello di Germania, Austria e Messico e le riserve del Regno Unito, non può superare le 3.320 tonnellate, forse anche molto meno. La convinzione che le banche centrali del mondo custodiscano a Londra una quantità significativa del proprio oro è dunque errata.

Questo solleva due interrogativi interessanti: dov'è tutto quell'oro, e esiste davvero?

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