Questa è una delle opere accademiche più importanti di Rothbard. Nel primo volume (Economic Thought Before Adam Smith) Rothbard ripercorre la storia dell'economia dagli antichi Greci ad Adam Smith; nel secondo volume (Classical Economics) tratta l'economia classica britannica, la scuola francese del liberalismo classico e il marxismo.
Rothbard rifiuta la visione whig, secondo cui la storia dell'economia è un racconto di progresso costante. Al contrario, vede l'economia come una battaglia tra due scuole di pensiero in conflitto. Quella corretta spiega i prezzi attraverso il valore soggettivo: questo approccio culmina nella Scuola austriaca. L'altra spiega i prezzi attraverso il costo, in particolare il costo del lavoro.
Nel primo volume Rothbard sottolinea i grandi contributi degli Scolastici spagnoli alla tradizione soggettivista. Altri grandi soggettivisti furono Turgot e Cantillon. Purtroppo le teorie di Adam Smith sul costo del lavoro divennero la visione dominante, soprattutto in Gran Bretagna. Rothbard considera Smith in gran parte un'influenza regressiva sulla teoria economica.
Il secondo volume contiene una brillante critica dell'economia ricardiana, che mostra i vincoli imposti alla teoria dal metodo statico e pseudo-matematico di Ricardo. Il successore di Ricardo, John Stuart Mill, è oggetto di un ritratto intellettuale devastante. Il marxismo è sottoposto a una demolizione spietata, e Rothbard mostra le radici di questo sistema nella speculazione metafisica.
I liberali classici francesi come Bastiat, d'altra parte, hanno contribuito alla scuola soggettivista. Un ulteriore punto di rilievo di questo volume è la discussione sulla controversia bullionista: le posizioni della Banking School e della Currency School vengono analizzate in modo approfondito.