Human Action: Ludwig von Miss - 1949

Nella prefazione a Human Action: A Treatise on Economics, Mises spiega i fenomeni complessi del mercato come "il risultato di innumerevoli azioni, scelte e preferenze consapevoli e finalizzate degli individui, ciascuno dei quali cercava, come meglio poteva nelle circostanze date, di raggiungere vari desideri e fini e di evitare conseguenze indesiderate." Sono le scelte individuali, in risposta a giudizi di valore soggettivi e personali, a determinare in ultima analisi i fenomeni di mercato: domanda e offerta, prezzi, struttura della produzione e persino profitti e perdite. Anche se i governi possono pretendere di stabilire i "prezzi", sono gli individui che, con le loro azioni e scelte attraverso la competizione per denaro, prodotti e servizi, determinano effettivamente i "prezzi". Così Mises presenta l'economia non come lo studio di beni materiali, servizi e prodotti, ma come lo studio delle azioni umane. Considera la scienza dell'azione umana, la prasseologia, una scienza della ragione e della logica, che riconosce una regolarità nella sequenza e nelle interrelazioni tra i fenomeni di mercato. Mises difende il metodo della prasseologia dalle critiche di marxisti, socialisti, positivisti e statistici matematici.

Mises attribuisce l'enorme progresso tecnologico e il conseguente aumento della ricchezza e del benessere generale degli ultimi due secoli all'introduzione di politiche di governo liberali basate sugli insegnamenti economici del libero mercato, che hanno creato un contesto economico e politico in cui gli individui possono perseguire i propri obiettivi in libertà e in pace. Mises spiega anche l'inutilità e gli effetti controproducenti dei tentativi dei governi di regolare, controllare e uniformare le condizioni di tutte le persone: "Gli uomini nascono diseguali e ... è proprio la loro disuguaglianza a generare la cooperazione sociale e la civiltà."

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