A Monetary History of the United States: Milton Friedman - 1963

Scrivendo nel numero di giugno 1965 dell'Economic Journal, Harry G. Johnson apre con una frase apparentemente calibrata sulle dimensioni del libro che si era proposto di recensire: "La lungamente attesa storia monetaria degli Stati Uniti di Friedman e Schwartz è in ogni senso del termine un risultato accademico monumentale: monumentale per la sua mole, monumentale per la completezza con cui tratta innumerevoli questioni, grandi e piccole... monumentale, soprattutto, per lo sforzo e l'ingegno teorici e statistici messi in campo per risolvere questioni economiche complesse e sottili."

Friedman e Schwartz hanno messo insieme una massa enorme di dati storici e analisi rigorose per sostenere che la politica monetaria, cioè il controllo costante della massa monetaria, conta moltissimo nella gestione dell'economia di un paese, soprattutto nell'affrontare gravi fluttuazioni economiche. Nel loro influente capitolo 7, La Grande Contrazione, che Princeton pubblicò nel 1965 come volume tascabile a parte, affrontano il principale evento economico del secolo, la Depressione. Secondo Hugh Rockoff, che scriveva nel gennaio 1965: "Se le Grandi Depressioni potessero essere evitate con interventi tempestivi dell'autorità monetaria (o con una regola monetaria), come sostenevano Friedman e Schwartz, allora le ragioni a favore delle economie di mercato sarebbero sensibilmente più solide."

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