Questo rapporto di mercato è stato scritto in un periodo di grande volatilità, perché ha coinciso con il discorso del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Il senso del discorso sembra essere che Hezbollah sosterrà Hamas. In tal caso, si avrebbe un'intensificazione della crisi palestinese, che presumibilmente farebbe salire i prezzi di oro e argento. Questo rapporto di mercato va letto in tale contesto.

Oro e argento hanno continuato a consolidare i rialzi del mese scorso: l'oro veniva scambiato a 1997 $ nelle contrattazioni europee dell'ora di pranzo, in calo di 9 $ rispetto alla chiusura di venerdì scorso, mentre l'argento era a 23,25 $, in rialzo di 15 centesimi nello stesso arco di tempo. Il volume degli scambi sull'oro al Comex si è andato attenuando, mentre l'Open Interest (la linea sottile nel grafico qui sotto) ha continuato a recuperare.

Per quanto riguarda l'argento, i volumi al Comex hanno riflesso una mancanza di interesse, e l'Open Interest è appena 12.000 contratti sopra i livelli minimi degli ultimi anni.

Dopo aver messo brevemente alla prova il livello di 2000 $, l'oro si sta ora consolidando nella parte alta dei 1900 $. Gli operatori valuteranno l'importanza della soglia dei 2000 $. Quanto lavoro dovrà fare il prezzo per superarla in modo convincente, o segna invece il massimo per il futuro immediato? Studieranno i loro grafici, che appaiono incoraggianti per i rialzisti, come mostra il prossimo grafico.

Anche se questi indicatori non sono infallibili, vedere la media mobile a 55 giorni risalire sopra la media mobile a 12 mesi, che si trova sotto il prezzo, è uno schema grafico decisamente rialzista. A livello aneddotico, il sentiment conferma questa lettura rialzista, con gli investitori che vendono ETF. Secondo il World Gold Council, «a settembre sono proseguiti i deflussi netti dagli ETF sull'oro a livello globale, allungando la serie negativa a quattro mesi». Inoltre, dai dati del WGC risulta che nel 2023, fino a settembre, le vendite nette di ETF al di fuori dell'Asia sono state pari a 203 tonnellate
È evidente che il pubblico globale si è stancato dell'oro, vedendolo scendere mentre i rendimenti obbligazionari salivano. Pertanto, non sorprende che il prezzo sia esploso al rialzo quando la situazione tra Israele e Hamas è improvvisamente degenerata. Anzi, la situazione appare tutt'altro che risolta ed è una scommessa ragionevole che i disordini si estenderanno, con la minaccia di un'escalation delle ostilità da parte di Hezbollah: ci sono già alcune schermaglie minori in corso.
Nonostante queste prospettive, questa settimana ha visto una pausa negli sviluppi, a parte i prevedibili attacchi di Israele a Gaza. Ciò potrebbe cambiare oggi più tardi (dopo la pubblicazione di questo rapporto), perché Hassan Nasrallah, religioso e leader del gruppo militante Hezbollah sostenuto dall'Iran, spezzerà il silenzio sulla guerra tra Israele e Hamas. Sarà senz'altro un intervento cruciale, perché, in quanto portavoce dell'Iran, Nasrallah definirà senza dubbio la posizione iraniana. Sarà una vera guerra o la minaccia di una guerra? In entrambi i casi, sembra destinato a portare a un'escalation delle tensioni.
È difficile capire perché Hezbollah/Iran dovrebbero restarne fuori e limitarsi a ribadire le richieste di pace. Nel frattempo, tutto è in sospeso. I rendimenti obbligazionari sono scesi perché gli speculatori incassano i profitti, come mostra il grafico del Treasury Note USA a 10 anni.
Purtroppo per i mercati, questo grafico indica con forza che il calo del rendimento è una normale reazione all'interno di un potente trend di fondo, il che implica che i rendimenti obbligazionari USA si stanno dirigendo decisamente più in alto. Ciò è del tutto coerente con la contrazione del credito bancario, il forte aumento dei disavanzi di bilancio dei governi e un quadro geopolitico in peggioramento. Sono anche le condizioni che spingono al rialzo i prezzi dell'oro.
Quanto in alto, ci si potrebbe chiedere. La risposta si trova probabilmente nel sentiment d'investimento molto debole sull'oro, che deve ancora correggersi.