Sappiamo tutti che il futuro non si può conoscere. Gli eventi che devono ancora accadere non si possono prevedere. Eppure le prospettive per il 2012 sono probabilmente già scritte, e il motivo è semplice.
La crisi finanziaria che minaccia il mondo da diversi anni non è stata risolta. Finché non lo sarà, possiamo aspettarci più o meno lo stesso: salvataggi a ripetizione di governi e banche che, se non sono già insolventi, ci vanno molto vicino. È una prospettiva sconfortante.
Forse le prospettive per i prossimi mesi si riassumono meglio con le parole del Governatore della Banca d’Inghilterra, Sir Mervyn King. In una recente intervista alla televisione britannica, in un raro momento di franchezza, Sir Mervyn ha fatto un’affermazione decisamente forte: “Questa è la crisi finanziaria più grave che abbiamo visto, almeno dagli anni Trenta, se non di sempre. Dobbiamo affrontare circostanze molto insolite.”
È piuttosto strano che Sir Mervyn abbia scelto la parola “insolite” per descrivere la situazione attuale. Dopotutto, le crisi bancarie e i default sul debito dei sovrani, cioè di principi e re oltre che di Stati, sono una costante della storia monetaria, già prima della fondazione della Banca d’Inghilterra nel 1694. Il suo commento porta quindi a una sola conclusione ragionevole: si riferiva evidentemente alla gravità della situazione odierna, cioè al fatto che la profondità e la lunga durata di questa crisi trovano pochi paragoni.
Sir Mervyn ha poi aggiunto che i banchieri centrali devono “agire con calma di fronte a [queste circostanze] e fare la cosa giusta.” Sono parole che suonano bene e che possono persino suscitare simpatia in alcuni, ma le sue azioni le confermano? Più in generale, i banchieri centrali stanno facendo la “cosa giusta”? Per rispondere basta guardare il prezzo dell’oro.
L’oro è un barometro dei venti avversi sollevati dai problemi monetari. È affidabile quanto un canarino in miniera. Il prezzo dell’oro in aumento lancia a tutti un chiaro segnale di allarme. E un prezzo dell’oro in aumento è quello che possiamo aspettarci nel 2012, per le stesse ragioni per cui sale da dieci anni.
Primo, la stampa di moneta delle banche centrali continua senza freni. È la risposta che i banchieri centrali ripetono per affrontare tutti i problemi finanziari di oggi, e l’unico risultato è la continua erosione del potere d’acquisto delle valute nazionali, quella che di solito si chiama inflazione.
Secondo, in ogni parte del mondo cresce la preoccupazione per la sicurezza della banca in cui si tengono i propri soldi. Dal crollo di Northern Rock nel Regno Unito, quattro anni fa, la fiducia nelle banche è andata diminuendo. Il fallimento di Bear Stearns, Lehman Brothers e MF Global negli Stati Uniti e il quasi-crollo di Dexia, la banca franco-belga, hanno solo fornito altre prove che c’è davvero motivo di preoccuparsi. Questi fallimenti mostrano anche che il problema delle banche insolventi è un fenomeno globale.
Terzo, gli interessi che si possono ottenere da un deposito bancario non compensano a sufficienza il rischio di controparte che si assume. Per di più, gli interessi sono inferiori al tasso di inflazione, per cui i depositi bancari comportano una perdita di potere d’acquisto.
Potrei continuare, ma queste osservazioni bastano a chiarire il mio punto. A tutti questi problemi, e in effetti a tutti i problemi che affliggono le valute nazionali, l’oro offre un rifugio sicuro.
Per chiudere come ho iniziato, il futuro non si può conoscere. Di conseguenza non abbiamo soluzioni per i problemi di oggi, abbiamo solo delle scelte. Da 5.000 anni l’oro è la moneta preferita al mondo. Messo alla prova più volte nel corso dei millenni, l’oro con la sua storia comprovata continua a essere la scelta preferita per un futuro che è sempre incerto.