Per decenni i goldbug hanno lamentato che i mercati cartacei controllino e deprimano i prezzi di oro e argento. Molti di loro non se ne sono ancora accorti, ma i contratti forward di Londra e i future del Comex non fissano più il prezzo. Sempre più spesso a determinarlo sono i risparmiatori cinesi e la loro domanda di metallo fisico.
In questo articolo stimo la profondità della domanda cinese di oro e valuto la domanda globale di argento nel prossimo anno. Nel raccogliere le prove, quantifico i risparmi delle famiglie cinesi e rilevo che le alternative per beneficiare dell'aumento del valore dell'oro sono poche. Lo dimostra il fatto che le famiglie accumulano depositi bancari, e per loro esiste ora un'alternativa più interessante: l'oro e anche l'argento, di cui parlerò più avanti.
Le quantità di oro necessarie a soddisfare la probabile domanda degli investitori – e quasi certamente lo stesso varrà per l'argento – sono davvero enormi. La geopolitica rafforza la tendenza. Gli investitori cinesi sanno bene che la loro banca centrale vende dollari per comprare oro e che la posizione ufficiale del Partito Comunista è eliminare il più possibile l'uso e il possesso di dollari. Difficilmente potrebbero ricevere un suggerimento più chiaro dalle loro autorità.
Il contesto

Ci sono voluti quasi quattro anni perché l'oro superasse il tetto dei 2.070 $, toccato per la prima volta nell'agosto 2020. È interessante notare che la media mobile a 55 giorni non è lontana e sale anch'essa con decisione (attualmente a 2.285 $), il che suggerisce che l'attuale consolidamento – e di tanto in tanto ce ne saranno altri – sarà probabilmente di lieve entità.
Dietro questa evoluzione ci sono due ragioni. La prima è l'enorme domanda della Cina, la seconda è la crescente consapevolezza che i giorni del dollaro fiat sono contati. Ciò equivale alla fine della formazione dei prezzi cartacei a Londra e al Comex. Vediamo prima la domanda cinese.
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