Il Gold Money Index e il valore equo dell'oro

Ogni risparmiatore ragionevole che abbia compreso il valore dell'accumulo di oro dovrebbe porsi la domanda fondamentale e necessaria: quando separarsi dal proprio oro, o almeno quando ridurre la propria quota in metalli preziosi. Come per qualsiasi altro asset, la risposta è semplice: quando diventa sopravvalutato.

Valutare l'oro, tuttavia, non è affatto facile. La maggior parte dei gestori di portafoglio e degli investitori non ci prova nemmeno, oppure applica per errore all'oro gli stessi modelli usati per le materie prime, ignorando il rapporto stock-flusso di 65 a 1 che lo distingue dalla maggior parte delle materie prime, almeno per quanto riguarda l'impatto della produzione annua sull'offerta. L'oro non ha rendimento, non ha rating creditizio e non ha rapporto P/E. Il modo corretto di valutare l'oro, come abbiamo già sostenuto, è confrontarlo con le altre valute.

È esattamente ciò che fa il Gold Money Index di James Turk. Individua con precisione i momenti storici in cui l'oro era in bolla e decisamente sopravvalutato, rivelandosi così lo strumento ideale per rispondere a quella domanda pressante: quando vendo il mio oro?

Il Gold Money Index ha indicato con esattezza i momenti di surriscaldamento del prezzo dell'oro, invitando gli investitori prudenti a uscire dal metallo. Sarà uno strumento estremamente utile per chi oggi risparmia in oro, per stabilire quando l'oro è in bolla non in base a prove aneddotiche o a titoli e opinioni in continuo mutamento, ma in base ai numeri. Quando il prezzo dell'oro sarà il doppio del Fair Gold Price determinato dal Gold Money Index, come nel 1980, sarà il momento di vendere (o spendere) il tuo oro e trasformarlo in investimenti produttivi e sottovalutati.

Gold Money Index, secondo trimestre 2012

Tuttavia, come puoi vedere nel grafico qui sopra (nota la scala logaritmica), il messaggio che il Gold Money Index ci sta inviando oggi è esattamente l'opposto: l'oro è incredibilmente sottovalutato, mentre banche centrali e governi continuano ad accumulare enormi quantità di dollari, euro e yen, portando le loro riserve in valuta estera in un territorio inesplorato. Ricorda che il Gold Money Index è il rapporto tra le riserve in valuta estera delle banche centrali e le riserve auree delle stesse banche centrali. In altre parole: quanta carta possiedono rispetto all'oro che detengono. Negli ultimi anni quest'ultimo è sceso costantemente, mentre la prima è esplosa. Non sorprende che alcuni paesi, come il Venezuela o la Germania, chiedano che quell'oro sia custodito più vicino a casa, dove possano tenerlo d'occhio.

Gold Money Index 1960-2012

Il grafico qui sopra mostra proprio questa colossale deviazione dalla media a partire dagli anni Ottanta e la portata della bolla valutaria, che oggi cresce a un ritmo esponenziale con il generoso aiuto delle banche centrali di tutto il mondo. Negli ultimi 10 anni la quantità di dollari, yen ed euro detenuta da questi pianificatori centrali si è moltiplicata per cinque. Dal 2007 è raddoppiata, mentre l'oro nei loro caveau è rimasto naturalmente stabile sotto il miliardo di once (28.065 tonnellate, pari a 902 milioni di once troy secondo l'ultimo rapporto del WGC), con un flusso netto dai paesi occidentali verso i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

Finché questa creazione illimitata di moneta da parte dei grandi stampatori del mondo continuerà senza freni e il prezzo dell'oro sarà represso con l'uso dell'“oro di carta”, il divario tra il valore equo dell'oro e il suo prezzo attuale continuerà ad ampliarsi, determinando una enorme sottovalutazione.

Gold Money Index 1980-2012

Naturalmente qualcuno potrebbe pensare che la situazione mostrata dal grafico qui sopra, che copre gli ultimi 30 anni, sia “la nuova normalità” e che “questa volta è diverso”, che il mondo abbia cambiato la propria natura fondamentale da quando Nixon chiuse la convertibilità in oro nel 1971 e che l'oro non tornerà mai più al centro del sistema monetario mondiale. Potrebbe sostenere che il ritorno al valore equo, che il Gold Money Index mostra essersi verificato più e più volte nel corso dei secoli, non debba ripetersi. Che la stampa illimitata di moneta questa volta andrà bene perché i nostri pianificatori centrali hanno imparato dai propri errori passati.

Potremmo fidarci un po' di più di questi argomenti se i pianificatori monetari centrali non facessero esattamente le stesse cose che in passato hanno portato al disastro e non usassero le stesse identiche scuse, quasi parola per parola, dei loro sfortunati predecessori nell'arte di gonfiare le bolle.

Per chi preferisce vedere i numeri e prendere una decisione razionale, il Gold Money Index può rivelarsi uno strumento prezioso.

Torna alle ricerche Goldmoney