Nelle ultime settimane il prezzo dell’argento è stato notevolmente solido e rischia di superare i livelli stabiliti nell’agosto 2020. Il grafico di lungo periodo appare decisamente positivo.

Potremmo essere di fronte a una svolta importante per l’argento?
Questa possibilità sempre più concreta è legata alle prove che le valute fiat stanno scivolando nel caos causato dal debito e che il futuro favorirà le valute legate all’oro. Tutte le mie ricerche confermano che l’oro è il riferimento monetario per le materie prime e l’energia. Ma per gran parte della storia post-medievale l’argento ha svolto un ruolo simile, quando il rapporto oro/argento era compreso tra quattordici e sedici volte. Quel rapporto è terminato all’inizio degli anni Settanta dell’Ottocento, dopo la guerra franco-prussiana, quando le riparazioni in oro pagate dalla Francia hanno permesso ai vincitori tedeschi di passare dal sistema basato sull’argento a quello basato sull’oro.
Da allora l’argento ha perso gran parte del suo valore come moneta di scambio, e il suo prezzo si è spostato al ribasso verso la domanda per altre esigenze di scambio meno pregiate, pur restando nel conio e come moneta a corso legale fino a quaranta scellini in Gran Bretagna. Se si confronta il rapporto oro/argento precedente al 1870 con quello odierno (attualmente intorno a 85), ogni funzione monetaria dell’argento è svanita. Semmai, la domanda di argento è legata a quella dei metalli di base piuttosto che a quella dell’oro.
Per chiarire questo punto, il grafico seguente confronta l’argento prezzato in oro dal 1971 con un indice dei metalli di base, fornito dal FMI, utilizzando i valori di fine anno con base 1991 (anno in cui è iniziata la serie del FMI).

Negli ultimi 32 anni l’argento ha superato questo paniere del 26%, ma la sua correlazione mostra chiaramente che l’argento viene prezzato come una materia prima e non come un sostituto dell’oro. È vero che, se prezzate in oro, le materie prime sono molto meno volatili rispetto a quando sono prezzate in valute fiat, mostrando una correlazione simile. Ma la differenza sta nel livello di valore al quale l’argento è sceso rispetto all’oro dagli anni Settanta dell’Ottocento. È una tendenza che è proseguita nell’ultimo decennio, come mostra il grafico del rapporto oro/argento.

Prima l’abbandono del sistema basato sull’argento, poi di quello basato sull’oro nel 1971 non hanno giovato all’argento. La sua sottoperformance di lungo periodo è continuata, ma, come mostra la linea tratteggiata nel grafico precedente, la distruzione di valore sta perdendo slancio, dopo aver toccato il picco nel marzo 2020.
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