Oro e argento sono ora ben posizionati per prezzi più alti in vista del vertice BRICS, previsto tra undici giorni. Ma dopo, ci saranno prese di profitto e un consolidamento con ritracciamento?

Dopo la vendita di mercoledì, che ha concluso un consolidamento di 10 giorni, l'oro spot ha visto una ripresa della domanda notturna (asiatica) la scorsa notte, scambiando a 2.641 $ nelle prime ore di contrattazione europea, in calo di soli 11 $ su base settimanale. Dopo aver toccato il massimo intraday di 32,96 $ venerdì scorso, l'argento spot è sceso fino a 30,14 $ prima di risalire a 31,15 $ questa mattina, con una perdita netta di 1,00 $ sulla settimana.
L'assenza temporanea della domanda cinese ha coinciso con la festività della Golden Week, con gli operatori che rientrano l'8 ottobre. Ciò ha offerto ai market maker e ai trader delle banche di metalli preziosi l'occasione di liquidare le posizioni lunghe speculative sui mercati dei derivati occidentali. Ma al Comex l'Open Interest dell'oro è calato di appena 11.000 contratti, prima che gli acquirenti intervenissero riacquistando tutte le loro posizioni in sole due sedute.
Nell'argento, l'Open Interest è sceso di 4.200 contratti, per poi recuperarne soltanto 422 secondo i dati preliminari di ieri. Nonostante tutta la volatilità dall'inizio della Golden Week, il prezzo è invariato, una dimostrazione notevole del fallimento dell'establishment dei metalli preziosi nel ridurre le proprie posizioni corte. I grafici qui sotto, relativi a Open Interest e prezzo di oro e argento, meritano più di uno sguardo superficiale.

L'argento è particolarmente interessante: nonostante un trend discendente dell'Open Interest, il prezzo è in trend ascendente da metà agosto. È una chiara dimostrazione di uno short squeeze sistemico sugli Swap.
Tornando all'oro, questo mercato appare solido di fondo, come dimostra il grafico tecnico qui sotto, che suggerisce che il prezzo abbia un slancio sufficiente per partire al rialzo, ora che questo breve consolidamento sembra concluso:

Sebbene l'analisi tecnica sia tutt'altro che infallibile, la lettura di questo grafico suggerisce che 2.750 $ sia un obiettivo minimo per i trader, prima di un consolidamento più lungo che permetta alle medie mobili di recuperare. Nel frattempo, anche l'argento appare rialzista:

Sembra che il livello di consolidamento (la linea tratteggiata) sia ormai stato superato con una rottura al rialzo, e la media mobile a 55 giorni sta girando bruscamente verso l'alto. Nel breve termine sembra probabile un rialzo fino a circa 37 $, forse oltre.
Possiamo vedere che le considerazioni tecniche per oro e argento potrebbero spingere entrambi i mercati in condizioni di ipercomprato. I tempi coincidono con l'avvicinamento al vertice BRICS di Kazan del 22-24 ottobre, tra soli 11 giorni. Questo è importante per via delle indiscrezioni secondo cui all'ordine del giorno ci sarebbe una nuova valuta di regolamento commerciale basata sull'oro. In altre parole, si tratta di uno sviluppo potenziale già in parte scontato dal mercato.
I trader esperti sanno che bisogna comprare sulle voci e vendere sui fatti. Anche se venisse annunciato un progetto di nuova valuta garantita dall'oro, dopo l'entusiasmo iniziale probabilmente arriveranno le prese di profitto. Peggio ancora, se non ci fosse alcun annuncio, la battuta d'arresto potrebbe essere significativa. Pertanto, gli andamenti mostrati dai grafici tecnici, con un ulteriore rialzo dei prezzi prima di un consolidamento più ampio, confermano un probabile esito operativo.
Tuttavia, sapendo che i fondamentali delle valute fiat si stanno deteriorando gravemente, è improbabile che chi accumula metalli si lasci turbare da questi fattori di trading a breve termine. Inoltre, i rendimenti obbligazionari stanno salendo di nuovo, nonostante le speranze di tassi più bassi, come dimostra il grafico del Treasury USA a 10 anni:

La media mobile a 55 giorni sta ora girando al rialzo, il che indica che il calo dei rendimenti durato 10 mesi potrebbe essere finito. Ancora un piccolo rialzo verso la zona della media mobile a 200 giorni, poi un po' di consolidamento prima che venga sfidato il 5%; dopodiché è in prospettiva una progressione verso l'8% e oltre. È un ostacolo per l'oro? Verrà sicuramente presentato così, ma più correttamente indica che la trappola del debito si sta chiudendo sul Tesoro USA, una condizione che porta in ultima analisi alla perdita di credibilità e quindi al crollo del valore del dollaro fiat della Fed.