Fear Index marzo 2013: il blocco di Cipro

La crescita dell'M3 statunitense si è fermata a febbraio, scendendo appena sotto i 15,1 trilioni di dollari.

Anche il Fear Index è leggermente arretrato al 2,78%, mentre la sua media mobile a 21 mesi resta al 2,99%: forse una pausa per riprendere fiato prima di attaccare la resistenza del 3%.

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Cipro ha confermato ciò di cui molti di noi parlano da anni: sarebbero arrivati il congelamento dei conti bancari e i controlli sui capitali. Che l'attuale sistema monetario poggia su presupposti estremamente instabili e che i recenti eccessi dei nostri pianificatori monetari centrali avranno conseguenze enormi e inattese, che metteranno radicalmente in discussione la sua sostenibilità. Queste conseguenze non sono difficili da prevedere, perché abbiamo innumerevoli esempi storici di ciò che accade a una valuta quando viene svalutata dall'inflazione e di ciò che accade a un sistema bancario a riserva frazionaria quando la fiducia svanisce. Anche se è quasi impossibile prevedere il momento della valanga, possiamo sapere a colpo d'occhio – se solo ci curiamo di guardare – che sul pendio si è accumulata molta neve e che adottare precauzioni di buon senso è la scelta ragionevole.

Possiamo anche sapere che, una volta che gli eventi si metteranno in moto, ci sarà pochissimo tempo per reagire, come molti a Cipro hanno scoperto con sgomento. È assolutamente necessario agire prima che la crisi arrivi. Vale inoltre la pena notare che gli eventi in Grecia, in particolare la ristrutturazione dei titoli di Stato, hanno avuto un impatto diretto e a cascata sul sistema bancario cipriota, contribuendo a precipitarne il crollo e il successivo salvataggio. Possiamo aspettarci ulteriori ripercussioni in tutta l'eurozona.

Un'altra lezione che vale la pena ripetere è che il denaro depositato su un conto bancario appartiene alla banca. Nel nostro sistema legale e finanziario un deposito è una passività della banca. La banca non è il custode legale dei tuoi fondi come un garage è il custode della tua auto, con l'obbligo di restituire al proprietario la stessa auto, inalterata. La banca ha un debito. Se la banca diventa insolvente e deve venir meno ai propri obblighi, sono i suoi creditori a subire la perdita. A differenza dell'oro che tieni in mano o in un Holding assegnato, i depositanti di una banca sono esposti al rischio di controparte.

Tuttavia, durante la recente crisi sono emersi sintomi ancora più perniciosi e preoccupanti. Nella sua disperazione, il governo di Cipro non si è limitato a puntare sui depositi bancari – che legalmente potrebbero rientrare in un haircut – ma ha anche proposto una confisca illegale dei fondi pensione (per fortuna scongiurata) e l'imposizione di perdite sui piccoli depositi garantiti per legge (sotto i 100.000 €). Il fatto che queste opzioni fossero sul tavolo significa che i risparmiatori non devono fare i conti soltanto con il rischio di controparte del sistema bancario, ma anche con il rischio di una vera e propria confisca. I cittadini dei paesi del terzo mondo, dove lo stato di diritto e i diritti di proprietà sono deboli, potrebbero esservi abituati, ma il fatto che sia quasi accaduto in un ricco paese membro dell'Unione Europea dovrebbe far suonare un campanello d'allarme per chiunque possieda qualcosa che valga la pena di essere rubato.

Per quanto piccola, Cipro è un presagio di ciò che verrà. Il rischio potrebbe manifestarsi in modo diverso in altri paesi. Per esempio, in Giappone e negli Stati Uniti il debito sovrano è il punto più vulnerabile. In Spagna il 97% del fondo pensione pubblico è investito in titoli di Stato spagnoli. Nel Regno Unito, con un settore finanziario enorme rispetto al PIL, potrebbe essere una corsa contro la sterlina la prima conseguenza del rischio di coda.

In un anno di elezioni in Germania è improbabile che si vedano salvataggi generosi e una Banca Centrale Europea aggressiva. Per questo il rischio immediato è quello di default, corse agli sportelli e fughe di capitali. In uno scenario simile, proteggere il proprio patrimonio dai controlli sui capitali è il passo più urgente da compiere, a meno che, naturalmente, non ci si trovi in Giappone, i cui governanti hanno promesso di ottenere l'inflazione a ogni costo e il prima possibile. Non sorprende che l'oro quotato in yen giapponesi abbia toccato a febbraio il massimo storico. Che si tema l'inflazione o la deflazione, i metalli preziosi restano il miglior rifugio sicuro di lungo periodo in tempi di incertezza monetaria.

Fear Index

James Turk scrive del Fear Index da anni, come si può vedere sul suo sito FreeGoldMoneyReport.

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