Disoccupazione e pensiero di gruppo

Venerdì 6 febbraio l'American Bureau of Labor Statistics (BLS) ha pubblicato le stime sull'occupazione di gennaio che, essendo migliori delle attese del mercato, hanno fatto salire i rendimenti dei titoli del Tesoro e hanno spinto i metalli preziosi nettamente al ribasso.

All'inizio di quella settimana Jim Clifton, presidente di Gallup, ha scritto: "Il tasso di disoccupazione ufficiale, come riportato dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, è estremamente fuorviante."

Le sue dichiarazioni hanno attirato l'attenzione, non da ultimo perché Gallup è un'azienda indipendente il cui business sono le statistiche. Inoltre, è insolito che un alto dirigente d'azienda critichi un dipartimento governativo in modo così aperto. La sua tesi di fondo è che, se sei disoccupato e hai smesso di cercare lavoro nelle ultime quattro settimane, non vieni più classificato come disoccupato.
Inoltre, se in una settimana svolgi almeno un'ora di lavoro e vieni pagato almeno 20 $, sei considerato occupato. E così via.

Per chi di noi è scettico sulle statistiche ufficiali, questa non è certo una novità. Il fatto è che, anche secondo i dati del BLS, 102 milioni di adulti sono considerati fuori dalla forza lavoro o ufficialmente disoccupati. Ci sono poi coloro che sono occupati solo parzialmente, ma vengono conteggiati dal BLS come occupati. Come sottolinea Jim Clifton, se aggiungiamo questi 34,7 milioni di persone ai 102 milioni del BLS, solo il 44,2% degli adulti statunitensi lavora effettivamente 30 ore a settimana o più; in altre parole, è pienamente occupato secondo qualsiasi definizione di buon senso.

Questo è il vero indicatore dello stato dell'occupazione negli Stati Uniti. Il BLS potrebbe essere più trasparente nel presentare i propri dati, ma, trattandosi di un dipartimento governativo, dobbiamo accettare che li presenti nella luce migliore possibile. Tuttavia, la sua metodologia è del tutto pubblica e ogni cittadino può farsi una propria valutazione. Quindi, se si ritiene che debba valere il principio del caveat emptor, la colpa di aver accettato senza riserve il dato principale del BLS ricade sul pubblico degli investitori, abbastanza distratto da lasciarsi spingere dagli analisti sell-side e dai media.

Il risultato è che i mercati si muovono su quella che equivale a una disinformazione sponsorizzata dallo Stato. I dati sulla disoccupazione sono solo un esempio del materiale che alimenta il pensiero di gruppo (groupthink), diventato il fondamento della macroeconomia e dell'analisi finanziaria. Il groupthink è "un fenomeno psicologico che si verifica all'interno di un gruppo di persone, in cui il desiderio di armonia o conformismo nel gruppo porta a decisioni irrazionali o disfunzionali". Questa definizione di Wikipedia descrive alla perfezione il rapporto tra le statistiche del governo statunitense e i mercati finanziari.

È un peccato: le statistiche sull'occupazione hanno il potenziale per essere l'unico dato della macroeconomia in grado di dirci il vero stato dell'economia. Le altre due variabili principali, il PIL e l'inflazione dei prezzi, sono gravemente viziate. Il PIL nominale ci dice la quantità delle transazioni, non la qualità, ponendo sullo stesso piano la spesa pubblica sprecata e il progresso economico guidato dai consumatori. Inoltre, i statistici governativi usano ogni trucco possibile per sottostimare l'aumento dei prezzi; altrimenti, dalla crisi di Lehman non sarebbe stata registrata alcuna crescita del PIL reale.

Non possiamo dire che il vero stato del mercato del lavoro statunitense ci sia nascosto. Dobbiamo pensare con la nostra testa e non scartare dalla mente commenti come quelli di Jim Clifton di Gallup. Il fatto che lo facciamo è la prova che "decisioni irrazionali o disfunzionali" guidano la nostra interpretazione delle statistiche e, di conseguenza, tutti i mercati finanziari, e non vanno confuse con un'analisi razionale.

 

Torna alle ricerche Goldmoney