Aggiornamento sulla quantità di moneta fiat

Grafico 1 29102015

Dopo alcuni mesi di crescita più lenta, la FMQ ha ripreso a salire.

FMQ è la somma della Vera Massa Monetaria (True Money Supply, come definita dalla Scuola Austriaca di economia), delle riserve del sistema bancario e delle altre passività legate all'attività bancaria presenti nel bilancio della Fed. Si tiene conto delle rettifiche temporanee che altrimenti distorcerebbero il quadro, come le operazioni di pronti contro termine e di pronti contro termine inversi della Fed. Per una descrizione più completa di FMQ vedi qui.

L'obiettivo è quantificare la moneta fiat sia emessa in circolazione pubblica sia detenuta come riserva all'interno del sistema bancario federale. In origine la moneta fiat veniva emessa in cambio dell'oro depositato presso le banche commerciali, a fronte di banconote e depositi. Questo oro passava poi alla Fed in cambio di contante e riserve, e la Fed lo trasferiva a sua volta al Tesoro statunitense in cambio di un certificato, che ancora oggi compare nel bilancio della Fed. FMQ quantifica l'inversione completa di questo processo.

Il grafico qui sopra mostra che la crescita di FMQ dal 1960 ha seguito un andamento esponenziale fino alla crisi bancaria del 2008. Da allora ha accelerato fino al livello di 14,39 trilioni di dollari di fine settembre 2015, ben al di sopra del suo andamento storico di lungo periodo, e riflette l'iperinflazione monetaria avviata dalla Fed nel tentativo di salvare il sistema finanziario dall'ultima crisi bancaria e poi di rilanciare l'economia statunitense.

Reverse repo
Il salto maggiore di settembre è stato un aumento dei pronti contro termine inversi (reverse repo) di 413 miliardi di dollari. Sebbene la tendenza dei reverse repo sia al rialzo, si tratta di una componente molto volatile di FMQ. In un reverse repo la Fed prende temporaneamente a prestito denaro dalle banche commerciali per un periodo prestabilito, fornendo come garanzia attività finanziarie, come i titoli del Tesoro USA. Di cosa si tratta, quindi, con questi reverse repo?

Ci sono due ragioni di fondo per cui la Fed conclude operazioni di reverse repo: o vuole assorbire la liquidità del sistema bancario, oppure sta attenuando una carenza di garanzie nel sistema finanziario più ampio. In questo caso sembrerebbe trattarsi della seconda ipotesi, e dunque di un segnale di tensione finanziaria. In parole semplici, c'è uno squilibrio tra troppa moneta fiat e garanzie insufficienti, e ciò crea problemi operativi.

Va ricordato che il dollaro è la valuta di riserva mondiale: oltre a gestire il sistema bancario statunitense, la Fed ha quindi anche una responsabilità per la liquidità in dollari detenuta all'estero. L'aggressivo quantitative easing della BCE, attraverso la domanda di garanzie, ha spinto in territorio negativo i rendimenti dei titoli di Stato a 2 anni nella maggior parte dei mercati europei. L'ingegneria finanziaria basata sui derivati trasferisce questo problema sul dollaro tramite arbitraggio e fa quindi aumentare la domanda delle banche di pronti contro termine con la Fed per ottenere garanzie. Dal punto di vista della Fed, è lo stesso che fare reverse repo; la Fed finisce così per fornire le garanzie in dollari richieste dal sistema bancario globale.

La morale della storia è che la Fed deve continuare a immettere sia moneta sia garanzie in qualsiasi circostanza, con o senza QE. Pur con le oscillazioni della crescita mensile di FMQ, la tendenza all'accelerazione è evidente. Non è un'esagerazione dire che il dollaro sta attraversando un'iperinflazione monetaria che è diventata inarrestabile senza gravi sconvolgimenti economici. Finché il potere d’acquisto del dollaro in termini di beni di uso quotidiano non verrà minato, non ci sarà alcun freno al ritmo della creazione di moneta.

Le principali fonti di domanda di nuova moneta fiat sono il sistema finanziario e il Governo statunitense. Il sistema finanziario ha bisogno di continue iniezioni di credito bancario per evitare che i prezzi degli asset si blocchino, mentre il governo continua ad aver bisogno di fondi per coprire il disavanzo di bilancio e pagare gli interessi sul debito precedente. Quasi a sottolineare questo punto, per l'ennesima volta il tetto del debito dovrà essere alzato la prossima settimana per evitare un default del governo.

Nel frattempo, la domanda di moneta da parte del settore privato non finanziario resta debole. La mancanza di crescita economica degli ultimi anni riflette quanto poca moneta in più entri nell'economia "reale". Inoltre, la debolezza dei mercati esteri ha compromesso i prezzi delle materie prime e creato crediti deteriorati stimati in trilioni, pagabili in dollari sia negli Stati Uniti sia all'estero. Le imprese solide sono riluttanti a indebitarsi, se non per motivi puramente finanziari, e le banche sono comprensibilmente riluttanti a concedere prestiti. Le imprese non solide sono le uniche ansiose di prendere a prestito, perché hanno bisogno di maggiore credito per sopravvivere.

Inevitabilmente, dal punto di vista di un banchiere centrale la soluzione a questo problema è un'ulteriore espansione monetaria, se non altro per compensare la tendenza alla contrazione dei prestiti bancari per scopi non finanziari. Perfino i fautori moderati dell'inflazione monetaria ammettono ora che la quantità di moneta deve essere espansa, se necessario a un ritmo crescente, per evitare che l'economia statunitense scivoli nella depressione.

La rilevanza per l'oro
Lo scopo di FMQ è quantificare la moneta fiat creata originariamente attraverso l'acquisizione dell'oro di proprietà pubblica, ma non ha senso cercare di stimare un valore per l'oro invertendo il processo. La Fed non ha più l'oro nel proprio bilancio. Ha invece un certificato dell'oro del valore di 11 miliardi di dollari, emesso dal Tesoro USA.

Il certificato dell'oro è solo un pezzo di carta. La vera quantità di oro detenuta dal Governo statunitense è sconosciuta, anche se si dichiara che sia di 8.134 tonnellate. Una componente del Tesoro, l'Exchange Stabilisation Fund, è stata creata da una disposizione del Gold Reserve Act del 1934, esplicitamente senza controllo legislativo, allo scopo di gestire in modo occulto il prezzo dell'oro in dollari. È probabile che nel corso dei decenni la maggior parte dell'oro del Tesoro sia stata venduta o data in prestito sul mercato tramite questo fondo.

Possiamo invece solo deflazionare il prezzo dell'oro in base all'aumento di FMQ per ottenere un valore in dollari del 1934, all'epoca del Gold Reserve Act. È giusto deflazionare il prezzo dell'oro anche sulla stessa base, dato che le scorte mondiali fuori terra nel 1934 erano stimate in 49.000 tonnellate, contro le 165.000 di oggi. Il risultato è mostrato nel grafico qui sotto.

Grafico 2 29102015

Espresso in dollari e deflazionato in base all'aumento dell'FMQ e delle scorte mondiali di oro in superficie dal 1934, il prezzo è sceso da 35 dollari a soli 3,42. Il livello più basso in questi termini è stato di 3,31 dollari nell'aprile 1971, quando il pesante intervento dei governi non riuscì a sopprimere il prezzo, appena quattro mesi prima che il presidente Nixon gettasse la spugna.

Si può adottare uno di due punti di vista: o l'oro è ormai solo una curiosità storica e non ha alcuna rilevanza per la macroeconomia moderna, oppure è incredibilmente sottovalutato. Chi sostiene la prima tesi dovrà spiegare in modo convincente:

1. Perché è irrilevante che in tutto il mondo si accumuli oro come riserva suprema di valore scambiabile;
2. Perché l'iperinflazione monetaria, contrariamente a quanto insegna la storia, questa volta non porterà a un calo incontrollabile del potere d’acquisto del dollaro; e
3. Perché in futuro la gente comune non abbandonerà la moneta fiduciaria in favore dell'oro.

In assenza di un argomento convincente a favore dello status quo, l'FMQ indica che una ripresa del prezzo dell'oro di proporzioni epocali è attesa da tempo.

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