Aggiornamento del Fear Index, agosto 2012: accelerazione

Nonostante la pausa negli stimoli monetari e le enormi aspettative create dal QE3, la verità è che la massa monetaria USA continua a crescere a un ritmo sostenuto, a dimostrazione che la presunta "sterilizzazione" dell'Operation Twist resta inflazionistica.

L'M3 USA di luglio, calcolato da shadowstats.com, supera i 14,6 trilioni di dollari ed è sulla buona strada per raggiungere i 15 trilioni quest'anno. Il debito nazionale USA è vicino ai 16 trilioni: è una caratteristica del nostro attuale sistema monetario basato sul debito che il debito totale superi sempre la massa monetaria totale, perché quando la banca centrale crea denaro dal nulla crea contemporaneamente un importo equivalente di debito più gli interessi. Chiunque comprenda la potenza dell'interesse composto e delle curve esponenziali dovrebbe rabbrividire al pensiero.

Non sorprende che la massa monetaria continui a crescere. Se la Fed vuole mantenere l'attuale politica di tassi di interesse negativi, l'unico modo è comprare obbligazioni e stampare moneta, con o senza titoli sui giornali e grandi annunci. Se smettessero di stampare anche solo per un istante, il castello di carte inizierebbe a tremare. Il sistema ha bisogno di una crescita in costante accelerazione. Immagina come sarebbe stato il film Speed se quell'autobus, invece di minacciare di esplodere se il tachimetro scendeva sotto i 50 miglia orarie, avesse richiesto 10 miglia orarie in più ogni 10 minuti, e avrai un'idea dell'autobus economico verso il disastro su cui viaggiamo tutti.

L'idea di usare qualcosa di tangibile come denaro sta tornando, non grazie a politici, economisti accademici o media, ma nonostante loro. Anzi, come abbiamo visto dalla reazione dei media all'inclusione, questa settimana, di proposte per istituire una "commissione sull'oro" nell'agenda della convention del Partito Repubblicano americano, sia gli economisti sia i responsabili politici dominanti sono in larga maggioranza contrari all'uso dell'oro come moneta (gli aggettivi scelti vanno da "ridicolo" a "insensato"). In un sondaggio dell'Università di Chicago su 40 economisti di primo piano, nessuno era favorevole a un ritorno a una qualche forma di gold standard. Nonostante questa schiacciante opposizione accademica, l'oro è tornato sul radar per un motivo semplice: l'attuale paradigma non si sta solo sfilacciando ai bordi, ma è alle ultime battute. Le conseguenze del più grande esperimento di moneta fiat nella storia dell'umanità si fanno sentire ora seriamente e le persone, o almeno quelle che non hanno investito il proprio capitale intellettuale nello status quo, cercano alternative.

Come si vede dal Fear Index, nel mondo delle idee le cose si muovono lentamente: ci è voluto un decennio perché l'oro tornasse sul radar, ma ora lo slancio sta crescendo. Il Fear Index bussa ormai da un anno alla porta del livello del 3% e sembra che il prossimo rialzo lo supererà con decisione.

Fear Index, agosto 2012

Per capire cosa potrebbe succedere ora, la miglior guida sono gli anni Settanta. Lo “shock di Nixon”, la stagflazione e altri episodi hanno segnato un decennio molto volatile per il prezzo dell’oro. Fu un percorso accidentato, ma che valse la pena per chi scelse il metallo, freddo e concreto, al posto di vuote promesse politiche. Nixon recise l’ultimo legame ufficiale tra dollaro USA e oro nell’agosto 1971 (guarda questa infografica sulla storia recente dei sistemi monetari mondiali). Solo nel 1979 la Fed, guidata dal nuovo presidente Paul Volcker, iniziò ad alzare i tassi d’interesse con l’intento deciso di combattere l’aumento dei prezzi. Sia il prezzo dell’oro sia il Fear Index raggiunsero il picco nel 1980. Tieni a mente queste tempistiche: siamo ancora nelle prime fasi dell’attuale rialzo dell’oro.

Fear Index, 1971-agosto 2012

formula del fear index 2013

Torna alle ricerche Goldmoney