Accelerazione dell’offerta di moneta e prezzi dell’oro

Il 6 ottobre GoldMoney ha pubblicato il mio podcast con Robert Wenzel di EconomicPolicyJournal.com. In quel podcast Wenzel ha espresso preoccupazione per le future implicazioni inflazionistiche dell’accumulo di riserve in eccesso nel bilancio della Federal Reserve. Le riserve in eccesso rappresentano liquidità di bilancio depositata presso la Federal Reserve dalle banche commerciali.

Trattandosi del denaro delle banche stesse, queste possono aumentare la leva dei propri bilanci su di esso ogni volta che lo desiderano. Tuttavia, lasciando da parte il potenziale di leva delle riserve in eccesso, dovremmo almeno trattarle come liquidità, nonostante vengano considerate fuori dalla circolazione pubblica. Esistono quindi solide ragioni per includerle nell’aggregato della Vera offerta di moneta, o offerta di moneta austriaca.

 

La TMS è fondamentalmente la liquidità più i conti immediatamente convertibili in contanti. Il grafico qui sotto mostra la TMS più i depositi in eccesso presso la Fed dal 1960 a oggi.

TMS più riserve in eccesso

Purtroppo segue una curva iperbolica, che sta già diventando verticale a forma di mazza da hockey. Dove questa misura della moneta si è discostata dall’iperbole, lo ha fatto crescendo più velocemente dell’iperbole stessa. Ma se non fosse stato per la creazione di una nuova categoria di conti di deposito del mercato monetario nel dicembre 1982, insieme ai conti Super NOW un mese dopo, avrebbe seguito l’iperbole quasi esattamente. Questi nuovi conti hanno rappresentato un improvviso trasferimento di denaro da una moneta in senso più ampio alla TMS e, allo stesso modo, altre deviazioni dalla tendenza iperbolica si possono spesso attribuire a spostamenti di denaro da e verso misure monetarie più ampie.

Non sorprende che il ritmo di creazione di moneta faccia ora fatica a tenere il passo con l’iperbole, che oggi accelera di oltre 300 miliardi di dollari al mese. Nemmeno la capacità creativa della Fed con il QE3, da 85 miliardi di dollari al mese, riesce a tenerle dietro.

Ma deve farlo? Una tendenza monetaria in accelerazione indica fondamentalmente che servono quantità sempre maggiori di moneta per raggiungere un obiettivo monetario; di solito associamo una curva simile a un crollo del potere d’acquisto della moneta in questione, ma finora questo non sta accadendo. In questo caso indica semplicemente le quantità crescenti di moneta necessarie per finanziare gli obblighi del governo e per evitare che numerose bolle di mercato si sgonfino. L’effetto sui prezzi dei beni arriva più tardi.

Possiamo essere certi che la Fed non vuole guardare le cose in questo modo; ma ora che l’aumento della TMS più le riserve in eccesso comincia a restare indietro rispetto alla curva, ciò indica che la politica monetaria sta fallendo. In alternativa, mostra quanto sia difficile per la sola politica monetaria salvarci dai nostri mali economici.

La conferma di questa allarmante scoperta si trova nel grafico qui sotto, che riguarda l’oro dal 1900 in poi e ha una propria iperbole. Ho pubblicato per la prima volta questo grafico, che mi era stato inviato da un lettore perspicace, lo scorso dicembre.

Prezzo dell’oro ($) 1900-2019

L’iperbole verde è il limite inferiore, stabilito dalla svalutazione di Roosevelt nel 1934, dal fallimento del London gold pool nel 1968 e dalla fine del recente consolidamento dei prezzi quest’anno. L’iperbole blu era mostrata nel grafico originale e insieme rappresentano la conferma del crollo finale della moneta cartacea.

 

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